Il mito dell’uomo d’onore associato al camorrista non è mai esistito, “non si toccano le donne e i bambini”, quasi fosse naturale e lecito, invece, ammazzare altri uomini per questioni legate a soldi e potere. Ma la camorra quante vittime ha fatto tra i più piccoli? Proviamo, quindi, a sfatare questo insensato mito.

Le vittime più giovani

Nel 2015 la Fondazione Polis ha presentato un dossier intitolato “la strage degli innocenti”, un report, pubblicato nella giornata del ventiquattresimo anniversario dell’omicidio del piccolo Fabio De Pandi (11 anni), in cui si raccolgono i dati e le storie delle vittime per mantenere vivo il ricordo di questi bambini. Secondo la testimonianza della Fondazione sarebbero trentasei le vittime tra i più giovani, venticinque delle quali avevano un’età compresa tra 0 e 12 anni, le restanti a malapena 18. Secondo Libera, invece, fuori dalla Campania i numeri tendono a crescere a dismisura, arrivando a 85 vittime.

I ventenni che hanno perso la vita

Negli ultimi quattro anni sono 42 i morti tra i ragazzi, poco più che ventenni. Giovani dall’infanzia perduta o mai avuta, cresciuta nei palazzoni di un Paese Italia che ha relegato interi quartieri in ghetti. Nelle zone dove l’industrializzazione è terminata e ha lasciato solo vecchie fabbriche dislocate i numeri sono critici. Ad aumentare questa tensione è anche la polverizzazione dei vecchi clan e l’ascesa di giovani boss che si fanno strada a colpi di pistola. Il sistema promette facili guadagni e unito alla mancanza di valori condivisi ed un solido apparato statale, ad un mercato del lavoro decente, ad il degrado urbano, si trasforma in violenza e sete di denaro. Un furto di futuro a cui le istituzioni non riescono a dare una risposta adeguata. Non è certamente semplice risolvere atavici problemi, di certo non in modo “convenzionale”, militarizzando interi pezzi di città.

Non è certamente semplice offrire una soluzione e di certo non è rispondendo con frasi banali che si risolve un problema radicalizzato. La camorra ammazza non solo i bambini, ma ne ruba il futuro e la vita. Ne ruba l’infanzia e la prospettiva di un qualcosa di bello in cui i sogni non solo il sangue ed il denaro, ma sono l’amore e la spensieratezza.