Per arginare l’elevato tasso di disoccupazione, oltre alle ben note e innumerevoli riforme che sono state crocevia di un approccio diverso al mondo del lavoro, ad esempio i “voucher” o l’immancabile “contratto a tempo determinato”, la Finlandia ha scelto di adottare un metodo tendenzialmente controcorrente al fine di debellare lo scarso impiego nella nazione scandinava. Un ausilio per alcuni disoccupati favoriti dalla sorte.

In Finlandia, il risveglio dal giorno che ha sancito la fine del 2016 e ha aperto le porte al 2017 ha avuto un sapore speciale, per qualcuno più di altri: infatti, paradossalmente alcuni disoccupati saranno più felici di altri. Dal 1° gennaio 2017, duemila disoccupati di età compresa tra i 25 e i 28 anni, mediante una scelta puramente casuale, percepiranno un reddito di cittadinanza mensile pari a 560 euro. Altresì, è stato abolito il sussidio di disoccupazione, il quale non sarebbe stato più accessibile una volta conseguito un incarico lavorativo. La differenza che il governo finlandese tende a puntualizzare è proprio questa. Infatti, quando troveranno lavoro non dovranno rinunciare a questo beneficio.

Un colpo di fortuna che fa invidia agli innumerevoli disoccupati sparsi per il continente e agli indissolubili “patiti giocatori d’azzardo”.

Il governo finlandese, pioniere dell’Europa nell’attuazione di tale procedura, attraverso un esperimento che avrà durata di due anni sta cercando di intendere il fenomeno della disoccupazione e di eventuali soluzioni risolutrici in modo alternativo. Difatti, per la Finlandia è prevista una decrescita economica nel 2017, mentre resta invariata la percentuale di disoccupazione all’8.1%. Dunque, l’obiettivo che si è posto il governo è quello di verificare se con uno stimolo maggiore derivi maggiore duttilità da parte dei lavoratori, ed inoltre tentare di facilitare l’ingresso nel mondo dell’impresa per tutti coloro che hanno idee ma non abbastanza fondi per esaudirle.

Al termine del tempo concesso l’esito sarà esplicativo per determinare la riuscita del progetto. Infatti, fra due anni, si farà un resoconto tra il gruppo dei disoccupati “fortunati” e i disoccupati “sfortunati”. Nonostante ciò, sicuramente l’azione impavida della Finlandia demarca il confine tra il mettersi in gioco e la recidività.

Quindi, l’attuazione di questa pratica non è un mero regalo a 2.000 fortunati estratti a sorte, ma è la volontà di ridurre la povertà e aumentare l’occupazione, dato che i disoccupati del paese scandinavo optano per l’attesa di un lavoro a tempo indeterminato scartando a priori l’idea di un impiego a tempo determinato. Ma viene spontaneo interrogarsi sull’effettiva efficienza di tale sistema. Il governo finlandese non starà “regalando” capitale ad alcuni cittadini? Sicuramente, il garante di tale metodo è la fiducia la quale è generata dal forte senso civico e da una sana moralità dei cittadini prescelti combinato a una reale necessità di cercarsi un impiego.

Vincenzo Molinari

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