L’immenso panorama culturale italiano si compone di personalità specializzate nei più disparati campi. Poeti, pittori, scultori, architetti, scienziati, hanno sempre fortemente condizionato la storia. Nella seconda metà del quattrocento, un genio poliedrico riuscì a ricoprire indistintamente ognuno di questi ruoli. Leonardo da Vinci, grazie alla plasticità del suo ingegno, continua a far parlare di sé. Dopo Londra, Milano, New York, il Museo Diocesano di Napoli ospiterà il dibattito vinciano dal 12 gennaio al 31 Marzo. Al centro della discussione sarà il “Salvator Mundi”, opera attribuita a Leonardo da molti studiosi.

L’olio su tela, esposto nel complesso monumentale di Donnaregina, rappresenta un ritratto a mezza figura di Gesù benedicente. Il dipinto, databile nel 1499, fu composto da Leonardo poco prima di abbandonare Milano per la caduta degli Sforza. Cristo tiene nella mano sinistra un globo, simbolo del suo potere universale, impiegando la mano destra nel gesto della benedizione.

Arrivata in pessimo stato alla National Gallery, l’opera, restaurata con successo, risulta compatibile con il genio di Leonardo. Nell’analisi cromatica, infatti, sono state ritrovate notevoli somiglianze con L’Ultima Cena. Inoltre, la pigmentazione corrisponde a quella della Vergine della Rocce. Nell’opera è presente, inoltre, un raro esempio di pittura “scientifica”. La composizione del globo dimostra una grande conoscenza della rifrazione della luce attraverso il vetro. Ciò è indice della facilità con la quale il genio fiorentino era in grado di collegare le sue competenze.

Nell’iniziativa voluta dall’Arcidiocesi, altre due opere saranno protagoniste. Al fianco del Salvator Mundi saranno esposti il Cristo Benedicente di Girolamo Alibrandi e il Cristo Fanciullo di Giacomo Caprotti, allievi di Leonardo. Entrambe le opere rappresentano delle emulazioni del proprio maestro da parte degli allievi.

All’inaugurazione della mostra, tenutasi mercoledì 11 alle ore 17.00, hanno partecipato il cardinale Sepe e il Governatore della Campania Vincenzo De Luca.

Napoli è pronta ad ospitare il più grande genio del rinascimento, colui che portò a consacrazione l’ingegno umano e sublimò l’ideale di “uomo al centro dell’universo”, tipico dell’epoca.

Corrado Imbriani