E’ stata una notte da incubo quella del 10 Gennaio all’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli.

Per far fronte alle emergenze registrate, il personale medico si è visto costretto a visitare i pazienti in piedi ricoverandoli, se necessario, su alcune sedie recuperate in giro per la struttura.

Medici e infermieri sono degli eroi perché lavorano come in un ospedale da campo” afferma uno dei pazienti ricoverati su una sedia nel pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni Bosco.

C’è un solo specialista, entra e esce dal “camerino-pronto soccorso” per disciplinare il turno insieme all’uomo della vigilanza. I posti letto mancano e i pazienti sono costretti a essere ricoverati su sedie e barelle, con solo un telo che li divide gli uni dagli altri, per garantire almeno un minimo di privacy.

Ci si scandalizza di Nola? Ma qui succede la stessa cosa. Anche da noi si visita ovunque, sulla sedia a rotelle, sulla barella, anche per terra se necessario”. Afferma lo specialista, chiudendosi poi la porta alle spalle per continuare le sue visite.

Ma i problemi di questo ospedale non si fermano solo alla mancanza di posti letto. Un altro problema essenziale è la mancanza di un ascensore che permetta di trasportare una barella.

“Le barelle non riescono a entrare perché le porte sono troppo piccole e il malato da operare va preso a braccia” spiega un infermiere.

“Il triage, quello che dovrebbe permettere di filtrare l’urgenza delle visite con i codici a colori (rosso per i più gravi, giallo per chi è in condizioni meno severe, verde per i pazienti che possono aspettare, e bianco che indica i casi ambulatoriali e, quindi, a pagamento) – continua l’infermiere – non è ancora partito, forse tra un mese. Come pure si aspetta ancora la fine dei lavori di ristrutturazione del pronto soccorso“.

Mancano le bocchette per l’ossigeno e i medici sono costretti a procurarsi bombole portatili appoggiate ai muri come in una tendopoli.

Non è la prima volta che l’ospedale San Giovanni Bosco è oggetto di attenzione per quanto concerne le situazioni disastrose in cui si trovano i pazienti. Già un anno fa, il 21 aprile 2016, la Repubblica si occupò dei vari problemi che presentava quest’ospedale, quali, appunto, la mancanza di posti letto e di un triage che, secondo quanto dichiarò il presidente della Regione De Luca sarebbe dovuto partire a distanza di un mese dall’inaugurazione.

Medici e infermieri concludono : “le istituzioni devono capire che ci manca tutto, ci mancano i mezzi, i macchinari e gli spazi”.

Andrea Chiara Petrone

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