Il Movimento 5 Stelle ha fatto firmare un codice di comportamento siglato tra privati in barba alla regolamentazione europea e ai suoi statuti, ma soprattutto in barba alla Costituzione della Repubblica italiana che, sul vincolo di mandato, parla chiaro. Infatti, l’Articolo 67 della Costituzione della Repubblica italiana recita: “Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.

Nei giorni scorsi, dopo la scelta di votare il passaggio dal gruppo EFDD al gruppo ALDE e, poi, dopo il rifiuto dell’eurogruppo più europeista che c’è, ci sono state alcune fuoriuscite dal Movimento 5 Stelle. Marco Affronte e Marco Zanni hanno lasciato i pentastellati, il primo è passato con i Verdi, il secondo con l’Enf, il gruppo di Marine Le Pen e della Lega Nord. Perché, alla fine, sulle questioni dirimenti, non ci si può nascondere dietro una finzione clamorosa del non essere né di sinistra, né di destra. Ma non è questo il punto.

I due hanno sottoscritto questa sottospecie di contratto, in cui il garante del Movimento, cioè Beppe Grillo, laddove non si rispetti il Codice comportamento per i candidati del MoVimento 5 Stelle alle elezioni europee, può deliberatamente chiedere un risarcimento di 250.000 euro, sempre che l’eurodeputato non si dimetta prima per far posto ad un altro grillino.

Nello specifico, Grillo ha scritto: Affronte ha deciso di lasciare il MoVimento 5 Stelle e passare ai Verdi. Gravi inadempienze al rispetto del codice di comportamento prevedono la richiesta di pagamento della sanzione di 250.000 euro prevista dal Codice comportamento per i candidati del MoVimento 5 Stelle alle elezioni europee e per gli eletti al Parlamento europeo che lui e tutti gli europarlamentari eletti del MoVimento 5 Stelle hanno firmato. Affronte dovrebbe dimettersi immediatamente dal Parlamento Europeo e lasciare spazio a un eletto del MoVimento 5 Stelle. Se questo non avverrà, con i soldi della sanzione di Affronte, che gli sarà notificata non appena saranno svolte le procedure burocratiche, aiuteremo i terremotati delle Marche e dell’Umbria.”

Ma la questione è davvero carta straccia.

Come spiegato inizialmente, non solo c’è l’articolo 67 a tutela della libertà della funzione del parlamentare, ma sul piano europeo c’è lo Statuto degli Europarlamentari a parlare chiaro e annullare in maniera diretta questo accordo che non conta molto rispetto alle leggi vigenti. Citiamo dallo statuto, dall’art. 2 in cui si recita “i deputati sono liberi e indipendenti”, mentre al comma 2 che “qualsiasi accordo sulle dimissioni dal mandato prima della scadenza o al termine della legislatura è nullo”. Come non bastasse, l’articolo 3 continua così: all’articolo 1 “I deputati non possono essere vincolati da istruzioni né ricevere mandato imperativo.” Poi, “I deputati votano individualmente e personalmente.” Per finire “Qualsiasi accordo sulle modalità di esercizio del mandato è nullo”.

Per concludere, quindi, il codice di comportamento non può sostituirsi né alla Costituzione della Repubblica italiana, né agli statuti che garantiscono la funzione di parlamentare nel Parlamento Europeo. E, anche politicamente, sarebbe profondamente scorretto, dato che, Beppe Grillo, non è stato eletto da nessun congresso e quindi senza avere un’investiture ufficiale a capo del Movimento.

Luca Mullanu

 

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Lavoratore precario nel settore del turismo, appassionato di politica sin dalla nascita. Fondatore e ideatore di Libero Pensiero online, insieme ad Emanuele Tanzilli. Cuore a sinistra, contribuisce alla crescita della FGCI, di cui era anche Segretario Provinciale di Napoli. Attualmente senza casa politica, come tanti e tante di sinistra che non si riconoscono più in nessun soggetto organizzato. Un libero pensatore: scrive praticamente da sempre. Da ragazzo, come tantissimi altri, avvertiva il peso delle ingiustizie della società: voleva cambiare il mondo e ha cominciato ad impegnarsi durante i primi anni di Liceo. Ha sempre odiato le ingiustizie, tanto quanto i suoi compagni di viaggio. Non ama i dogmi, ma lo anima la voglia di discutere.

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