Con Napoli-Spezia di martedì scorso sono iniziati i quarti finale di Coppa Italia. La competizione entra nella fase calda, visto che iniziano a giocare tutte le big del campionato, tuttavia il suo appeal è sempre limitato. La Coppa Italia è importante per chi la vince, ma allo stesso tempo uscirci non è un dramma, anzi… Andiamo a vedere come è strutturata attualmente, perché non funziona e come potrebbe essere migliorata

COME FUNZIONA – Le squadre partecipanti alla Coppa Italia sono 78: 20 di Serie A, 22 di Serie B, 27 di Lega Pro e 9 di serie D. I primi 6 turni sono ad eliminazione diretta, e si giocano da agosto a gennaio. Gli ottavi e i quarti sono composti da una partita “secca”, mentre la semifinale si struttura in due partite di andata e ritorno. Le squadre che si trovano nella posizione più alta del tabellone, giocano la partita unica in casa, e le otto teste di serie, che corrispondono alle prime otto classificate della Serie A dell’anno precedente, entrano in gioco solo a partire dagli ottavi di finale. La finale della Coppa Italia si gioca in partita unica a Roma, e chi vince conquista il diritto di partecipare alla fase a gironi di Europa League.

Coppa Italia

COSA NON FUNZIONA  – È evidente che nella Coppa Italia c’è un tentativo di tutelare le grandi squadre: le big entrano in gioco solo a partire dagli ottavi di finale, e quindi disputano al massimo 5 partite. Inoltre le squadre di Serie A giocano sempre in casa, e quindi non solo sono sulla carta più forti, ma possono sfruttare anche il fattore campo: una formazione di Serie B a San Siro, all’Olimpico, al San Paolo, attira l’interesse di pochi tifosi, che nei mesi più freddi dell’anno preferiscono restare a casa. Se avvenisse il contrario, cioè se le grandi andassero in trasferta nei campi di provincia, gli stadi sarebbero sempre pieni. Anche in una competizione strutturata in questo modo possono esserci delle sorprese, come ad esempio è successo all’Alessandria lo scorso anno, tuttavia per arrivare fino in fondo ci vuole davvero un miracolo. Il trofeo nazionale dovrebbe essere uno strumento per far sognare le piccole squadre,  non privilegiare le grandi, anche se questo avviene per garantire maggiori ascolti televisivi.

PROPOSTE – L’attuale struttura della Coppa Italia è stata confermata fino al 2018, ma si sta già pensando di modificare qualcosa. Un’ipotesi per dare più prestigio alla competizione  potrebbe essere quella di “regalare” alla vincitrice l’accesso diretto alla Champions, visto che dal 2018 l’Italia avrà 4 posti sicuri. Un’altra modifica potrebbe essere quella relativa agli accoppiamenti: le grandi, in stile Fa Cup, potrebbero giocare da ben prima degli ottavi e soprattutto giocare nello stadio della squadra più debole. Se la gara dovesse finire in parità, questa verrebbe ripetuta nello stadio della squadra ospite. Questa modifica consentirebbe anche i piccoli club di andare avanti nel torneo, perché come testimonia la Coppa inglese, giocare sul proprio campo una partita “secca”, fa tutta la differenza del mondo. Vedremo cosa succederà, ma la sensazione è che la Coppa Italia, con qualche cambiamento, potrebbe diventare una manifestazione molto più emozionante e spettacolare.

Salvatore Cantone

 

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Nato il 23/03/1990 a Napoli, ho frequentato il Liceo Scientifico “Elena Di Savoia” e successivamente mi sono iscritto alla facoltà di Economia e Commercio, in cui mi sono laureato nel giugno di quest’anno. Una delle mie passioni, oltre a viaggiare, è sicuramente lo sport, in particolare il calcio. Il mio sogno è quello di raccontarlo attraverso varie sfaccettature, perché ritengo lo sport un grande fenomeno di aggregazione sociale.

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