Freddo, würstel, birra e tanto romanticismo: ecco cosa ci si aspetta da una città come quella di Heidelberg. Piccolo polo universitario situato a sud della Germania, nel Baden-Württemberg, tra Monaco e Francoforte, sulle rive del fiume Neckar. Degli oltre 140.000 residenti, circa 30.000 sono studenti. Essa è una delle mete più gettonate non solo per gli erasmus ma anche per i tanti studenti europei che decidono di intraprendere la magistrale o lavori di dottorato all’estero. Ma cosa significa davvero vivere all’estero? Quando ci si trasferisce, di solito, si hanno sempre tantissime aspettative positive, quasi come se qualsiasi luogo al mondo fosse migliore di quello in cui siamo nati noi. È veramente così? cosa ci aspetta di diverso dalla Germania?

Senz’altro si entra in contatto con una mentalità del tutto diversa che avrà, al contempo, pregi e difetti. La prima volta che sono arrivata ad Heidelberg le mie stesse coinquiline tedesche faticavano a capire perchè volessi sbaciucchiarle ogni volta che le vedevo (mattina e sera). I contatti umani non sono quotidiani qui o anzi – non ci sono, o sono davvero minimi. Allo stesso modo, anch’io faticavo a comprendere perchè persone della mia età (e vi assicuro che sono davvero giovane) volessero salutarmi con una stretta di mano.

Mangiare intorno alle 12:00 e cenare dalle 17:00 alle 21:00 – ci si potrà mai abituare a questi orari? ovviamente no, ad un italiano serve tempo, e i tedeschi ce lo ricordano; non so quante volte mi sono sentita dire da amici tedeschi “ci vediamo tra dieci minuti tedeschi, non italiani” perchè a quanto pare tutto il mondo sà che i dieci minuti italiani in realtà equivalgono ad un’ora.

In Germania sugli orari non si scherza, tutto è sempre efficiente e preciso. I mezzi di trasporto, le aperture o chiusure dei supermercati, il coprifuoco dopo la mezzanotte, la mensa cittadina, la raccolta differenziata; ciò che sconvolge non è il fatto che si debba differenziare addirittura il vetro marrone da quello verde o bianco – ma che per fare la raccolta differenziata bisogna recarsi al municipio in giorni ed orari diversi per prelevare quotidianamente una tipologia di busta di colore diverso per differenziare l’immondizia in se e i suoi vari colori.

Insomma, iniziare un nuovo percorso all’insegna della civiltà e dell’educazione non fa mai male. Ci sono delle regole che bisogna necessariamente rispettare e per quanto esse possano sembrarci pesanti inizialmente, con il passare del tempo ci si accorge che giovano all’equilibrio cittadino.

E alle faccende domestiche nessuno ci pensa? ovviamente gli studenti italiani devono cimentarsi nei lavori di casa a tempo pieno – cosa che gli studenti tedeschi sono già abituati a fare (c’è da ammetterlo) poichè la loro mentalità implica il doversi spostare da un territorio all’altro già a partire dai 16 anni se è necessario, per motivi di studio. E il lavoro? a gonfie vele, ovviamente. É molto semplice trovare lavoro in Germania se non si hanno grandi aspettative, gli stipendi sono indubbiamente più alti ma è da considerare che anche il tenore di vita tedesco è più alto di quello italiano. In ambito lavorativo esiste il tabù dello stipendio – mai chiedere ad un tedesco “quanto guadagni?” non vi risponderà o farà giri di parole immensi per non dirvelo.

E il cibo? il meteo? i meno dieci gradi? avremo tempo per parlare di tutto ciò nelle prossime settimane, per adesso Ich wünsche Ihnen eine gute Lektüre und sehen Sie nächste Woche.

Sabrina Mautone

CONDIVIDI
Articolo precedenteOspedale Monaldi: chiusura del Centro Trapianti Pediatrico?
Articolo successivoMilanese, talento della Primavera scelto da Sarri

Sabrina Mautone nasce a Napoli il 18 Maggio 1996. Laureata in Lingue, culture e letterature moderne europee alla Federico II e laureanda presso l’Università Statale di Milano in Lingue moderne per la comunicazione e cooperazione internazionale. Amante della scrittura, letteratura e fotografia. Vince il premio Librandosi da giovanissima.