Napoli – Poco più tardi delle 20,00, largo San Giovanni Maggiore Pignatelli era pressoché vuoto quando un gruppo di 20 ragazzini hanno dato inizio alla loro “opera di giardinaggio”. Sega a mano e via all’ennesimo atto vandalico compiuto nella zona: i ragazzini hanno cominciato letteralmente a tagliare l’albero posto al centro dello slargo, vicino al locale Kestè.

Pare che il motivo del fatto sia lo stesso per cui un’azione simile, ai danni dello stesso albero, sia stata compiuta anche l’anno scorso: c’è bisogno di legna per il tradizionale “fucarazzo e Sant’ Antonio”. Un momento di aggregazione e tradizione che diventa lo stimolo per compiere atti vandalici. Ora l’albero non è in sicurezza: “Il cedro potrebbe cadere da un momento all’altro, va tagliato per garantire la sicurezza delle persone che vivono la piazza”, ha affermato un agronomo che ha studiato la situazione post – “potatura”.

Al momento del fatto sono immediatamente intervenuti i ragazzi che lavorano al locale Kestè (https://www.facebook.com/pg/kesteartbar/photos/che, oltre ad affacciare proprio sul luogo, è da tempo impegnato in numerose iniziative per il recupero della zona. Intervenuti i ragazzi, in numero minore rispetto al gruppo di 20 ragazzini, sono stati minacciati e intimati di fermarsi con spintoni e insulti. L’atto vandalico si è fermato solo quando in lontananza hanno cominciato a sentirsi le sirene delle volanti della polizia municipale, che hanno provocato la fuga del gruppo disperso tra i vicoli del centro storico.

“Quest’albero tagliato rappresenta non solo lo stato di abbandono in cui verte la zona e chiunque la vive, ma l’abbandono in cui si trovano anche questi ragazzini, che avrebbero bisogno di qualcuno che gli insegni ad incanalare le loro energie in modo creativo invece che distruttivo, commenta uno dei ragazzi del Kestè.

A denunciare il fatto Fabrizio Caliendo, fondatore del Kestè e promotore del progetto Decumano del Mare per la rivalutazione del centro storico, in particolare proprio del luogo in questione, largo San Giovanni Maggiore Pignatelli lasciato, più di atri luoghi, all’abbandono e alla mercè di criminali e vandali. Denunce, mail alla Questura, progetti di cooperazione con numerose associazioni e realtà del territorio, ancora, progetti per la rivalutazione anche culturale della zona, ricca anche sotto questo punto di vista, ma completamente ignorata. Sono numerosi i modi in cui Fabrizio Caliendo e i ragazzi del Kestè stanno cercando di recuperare la situazione, di porre la questione all’attenzione delle Istituzioni ancora sorde, a quanto pare, a tutte le sollecitazioni.

“Non è un semplice albero, è un simbolo E CHI CONOSCE LA STORIA LO SA BENE. Quello  non è solo un atto di inciviltà e violenza, ma una segnale ennesimo contro noi, ciò che rappresentiamo e vogliamo costruire. E’ un atto contro la piazza e ciò che rappresenta (in termini di cambiamento e sviluppo) da parte di una REALTA’ che ormai sta prendendo, METRO DOPO METRO, sempre più territorio e coraggio, restando impuniti!” – il commento di Fabrizio.

Lucia Ciruzzi

CONDIVIDI
Articolo precedenteScugnizzo Liberato, nasce la mensa solidale
Articolo successivoReferendum Jobs Act: cosa ha deciso la Consulta
Lucia Ciruzzi, classe '94. Convinzione cardine della mia vita è che alla base di ogni cosa debba esserci la curiosità, motore di tutto che spinge l'individuo in territori inesplorati e in cui mai si sarebbe immaginato di entrare. Proprio addentrandomi in questi territori nuovi ho scoperto la passione per la giocoleria e il mondo degli artisti di strada; da qui è nato l'hobby delle bolas, con cui ogni giorno mi esercito nel disperato tentativo di imparare qualcosa. La mia ambizione più grande è quella di diventare una giornalista; in particolar modo sogno di girare il mondo, zaino in spalla e all'avventura, e di scrivere di luoghi, culture e popoli. Da questo desiderio, naturalmente, la mia collaborazione al periodico Libero Pensiero, per il quale scrivo nelle sezioni "Napoli e aree locali" e "Cultura".

NESSUN COMMENTO