4chan colpisce ancora. La nota imageboard ha preso in giro tutto il mondo. O meglio, a fregare tutti è stato un utente di /pol/, la board del politicamente scorretto, che ha inventato di sana pianta il rapporto su Trump consegnato da John McCain alle agenzie d’intelligence.

Possono, sia i consiglieri politici che i media, cadere in una trappola del genere senza avere la cura di verificare le fonti? La risposta, purtroppo, è sì. E per noi è difficile raccontarvelo senza ridere di gusto, invece di piangere per il bassissimo livello raggiunto dagli apparati del potere e dell’informazione.

Martedì 10 gennaio la CNN pubblica un articolo affermando che gli ufficiali dell’intelligence americana hanno presentato ai Presidenti uscente e subentrante Obama e Trump una sinossi di due pagine di documenti classificati che includono pretese che operativi russi abbiano informazioni personali e finanziarie compromettenti su Trump. Le informazioni erano incluse, secondo la CNN, in un allegato alla versione classificata del rapporto sull’influenza russa nelle elezioni presidenziali 2016 preparato dall’Ufficio del Direttore dell’Intelligence Nazionale.

Qualche ora più tardi, John McCain trasmette il dossier attinente a rapporti tra Trump e la Russia all’FBI, e ne diffonde qualche parte a Buzzfeed News, che pubblica l’intero materiale, «preparato» di proposito «per gli avversari politici di Trump da una persona che si comprende essere un ex agente dell’intelligence britannica», la cui identità sarebbe quella di Christopher Steele. Secondo Ken Bensinger di Buzzfeed, il dossier è circolato tra stampa, intelligence ed eletti per settimane.

Nel rapporto era inclusa anche l’accusa che Trump avesse «ossessioni personali e perversioni sessuali», tra le quali non meglio precisati “graphic sex acts”. Nell’allegato è affermato che durante la permanenza all’hotel Ritz Carlton di Mosca, Trump avrebbe chiesto la suite presidenziale, nella quale sapeva che avevano alloggiato Barack e Michelle Obama durante una visita ufficiale in Russia. Tra le sue condotte sul posto, quella di «aver purificato il letto nel quale loro avevano dormito assumendo prostitute che si sarebbero esibite in una “golden shower” (urinazione reciproca) davanti a lui».

Buzzfeed ha pubblicato i documenti, senza però averli verificati, facendo accuse esplosive – ma non supportate da prove – che il governo russo stesse «allevando, supportando ed assistendo» Trump per anni, ottenendo nel frattempo informazioni compromettenti su di lui.

Mentre, per fortuna, c’è anche chi come David Corn di MSNBC se ne è dissociato «perché non potevo confermare le accuse», dimostrando così un senso etico del giornalismo.

Ma ecco che giungiamo all’anello di congiunzione della vicenda: tra i tanti ad abboccare all’amo c’è il neocon Rick Wilson, voce dei repubblicani del movimento #NeverTrump, che reclama per il rapporto «un nuovo significato per Wikileaks».

Come fa a cadere a pezzi lo schema per portare Trump a fare un passo indietro? Mostrando che l’opera è di 4chan.

Ciò che è rilevante è che l’intera storia, oltre ad essere un falso, è una trollata di 4chan ai danni dello stesso Rick Wilson che va avanti da ottobre 2016, poco prima delle elezioni presidenziali.
La burla su 4chan inizia quando in Italia sono le prime ore del 27 ottobre, ed un utente anonimo (l’anonimato è uno dei privilegi su 4chan) afferma di aver convinto alcuni “giornalisti” che venerdì 28 ottobre sarebbe uscita una sorpresa su Trump.

Il post su 4chan del 27 ottobre
Il post su 4chan del 27 ottobre

Si arriva poi alla notte tra 1 e 2 novembre, quando un anonimo, presumibilmente lo stesso, afferma che «Hanno creduto a quello che ho detto a Rick Wilson e aggiunto un taglio su una spia russa. Ci credono ancora. Sono davvero fottutatamente disperati, non c’è più nessuno scandalo su Trump che sia credibile».

Il post su 4chan dell'1-2 novembre
Il post su 4chan dell’1-2 novembre

Tra il 10 e l’11 gennaio, poi, la vicenda esplode sui principali media. Tra i commentatori di 4chan arriva un anonimo che, postando la stessa immagine-meme di fine ottobre – senza necessariamente essere la stessa persona, è bene precisarlo – non può far altro che ridere nell’affermare «Non pensavo che la portassero così avanti».

Il post su 4chan del 10-11 gennaio
Il post su 4chan del 10-11 gennaio

È sicuro che 4chan abbia organizzato così bene la presa in giro?

Assolutamente no, nemmeno di questo si ha la certezza, senonché due cose sono note: l’autoaccusa – finora non smentita – di Nick Rochfort di essere l’ideatore dello scherzo, come riportato da Francesco Russo per AGI, ed il fatto che la board /pol/ di 4chan abbia – un po’ per convinzione politica (o per aberrazione nei confronti della Clinton e di quanto da lei rappresentato), un po’ per il puro “lulz for the lulz sake” (perché lo spirito goliardico è fondamentale laddove il politicamente scorretto è la regola) – giocato un ruolo importante a favore di Trump nella “Meme War”, combattuta a colpi di Pepe the Frog e di Shadilay (un singolo del 1986 degli italiani P.E.P.E., per l’appunto).

Cose, ci perdonerete per l’espressione, più da Cazzoneria che da Massoneria e da Servizi Segreti.

Quanto rimane agli americani ed ai cittadini di tutto il mondo, però, è un dato fondamentale, che si inserisce nel fervido dibattito intellettuale sulla post-verità delle ultime settimane: non sempre i media verificano le notizie, né l’attendibilità delle fonti dalle quali attingono. L’importante è diventato fare notizia, a prescindere dall’effettiva fondatezza dei fatti e delle circostanze, e non più attenersi alle norme etiche che avevano fondato la professione giornalistica come nume tutelare della democrazia contro i soprusi dei potenti.

Simone Moricca