A partire da ieri un altro giovane talento si è affacciato nel calcio che conta e il nome che porta dietro la casacca è dei più pesanti in assoluto: si parla di Justin Kluivert, figlio di una vecchia conoscenza Milanista, Patrick.

Dopo Danny e Daley Blind, un altro illustre cognome è stato marchiato a fuoco nella storia della società più importante d’Olanda e, così come ha fatto Kluivert senior, anche il piccolo Justin sembra destinato a portare in alto il nome dei Lancieri. Il suo cursus honorum nelle fila dei pentacampioni d’Europa inizia nel 2007, all’età di 8 anni, e da lì si impone prepotentemente in tutti i settori giovanili diventando, in tempi più recenti, il capitano dell’under 19. La sua carriera recente è tutta in crescendo: il 16 settembre 2016 è il giorno del primo, piccolo, salto di qualità che lo vede protagonista: al 67′ subentra a Vince Gino Dekker nel match di Eerste Divise tra Jong Ajax (compagine dell’Ajax militante in seconda divisione) e MVV Maastricht firmando il suo debutto tra i professionisti esattamente all’età di 17 anni, 4 mesi e 11 giorni. Da quel momento seguono altre due presenze condite da un gol; il 7 Gennaio arriva l’attesa chiamata in prima squadra, per una gara, quella contro l’Excelsior, solamente amichevole e quindi non valida ai fini di un debutto ufficiale.

Il calcio però è strano, quasi come se seguisse un meccanismo fatale che tenta in tutti i modi di farci vivere storie incredibili, quasi come se il debutto per questo giovane ragazzo fosse stato obbligato da qualcosa di trascendentale: al 39′ della gara disputata ieri in casa dello Zwolle, Younes si fa male favorendo il passaggio del testimone in favore del piccolo Kluivert che si presenta davanti alle telecamere con un numero che testimonia un inequivocabile tributo al padre: il 45. 4+5=9. Papà Patrick infatti, ha portato, più di ogni altro, proprio questo numero sulle sue casacche, da quella del Barcellona a quella del Psv passando per quella di Milan e Valencia e, ovviamente, su quella da cui tutto è partito, i Biancorossi di Amsterdam.

Una mossa azzardata, forse, quella di buttare nella mischia un ragazzino neanche maggiorenne per sbloccare una partita ancora ferma sullo 0-0? Macché: dopo un iniziale, fisiologico tremolio alle gambe, Justin si impone in campo con la classe e la personalità di chi quei terreni così pesanti li calca da una vita. Schierato in posizione di ala sinistra, lui che nasce come ala destra, si rende protagonista di una serie di invenzioni per i suoi compagni che hanno alla base l’Abc del calcio: dribbling secco e cross in mezzo per la punta di ruolo. Ma la ciliegina della sua partita arriva al 52′: filtrante tra due difensori avversari al limite dell’area per El Ghazi che, davanti alla porta, viene atterrato facendo scattare il penalty che sblocca la gara. Degno di nota è anche il gioco di prestigio in mezzo a due avversari in mezzo al campo da cui scaturisce un contropiede non concretizzato.

Sicuramente l’avversario contro cui c’è stato l’esordio non era dei più temibili (lo Zwolle staziona, infatti, al terzultimo posto della classifica di Eredivise), ma il carattere c’è, i colpi pure. Bisognerà lavorare sulla testa per far sì che tutto il talento non venga sprecato, ma per questo c’è tempo: per ora Kluivert jr. deve limitarsi a godere del momento con la spensieratezza e l’innocenza di un ragazzo della sua età, il resto verrà da sé. Intanto papà Patrick può senza dubbio ritenersi soddisfatto, il futuro del suo secondogenito non può che essere radioso.

A questo link il video delle giocate: https://www.youtube.com/watch?v=RnzELshdpgI

Vincenzo Marotta

 

 

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