Napoli. Quella che doveva essere una protesta pacifica si è trasformata in tragedia. Il collettivo “Disoccupati 7 novembre” ha occupato la Sala Nugnes in via Verdi. Dopo vari tentativi di interrompere la manifestazione da parte della Polizia Municipale, la protesta si è conclusa con l’arresto di tre manifestanti. I tre prima di essere arrestati, sono stati aggrediti.

Uno di loro è stato ferito alla gola. In seguito alle aggressioni, sono stati portati alla Questura di Napoli per la notte. Solo in giornata si saprà quale sarà il destino dei tre disoccupati del movimento che dovranno rispondere in un processo per direttissima previsto per oggi. Ciò che ha spinto il movimento a compiere tale gesto del tutto simbolico sono state le risposte non pervenute dalla Regione e dal Comune riguardo il problema della disoccupazione.

Si sarebbe dovuto tenere un tavolo tecnico tra il sindaco de Magistris e gli assessori ma questo non è avvenuto. Tutto è iniziato alle ore 8.00 e in seguito all’arresto dei giovani disoccupati, il movimento ha deciso di non arrendersi e ha rilanciato un ulteriore momento di incontro per fare chiarezza sulla situazione e liberare i tre giovani il cui unico “reato” è stato quello di aver manifestato per i propri diritti.

Il corteo si è formato nuovamente a Piazza Dante per poi giungere verso il Comune e la Regione. Oggi si riformerà un presidio al Tribunale di Piazza Cenni per dare sostegno ai disoccupati arrestati. Per il momento il sindaco non si è esposto sull’accaduto ma ha fissato un incontro con il movimento per venerdì 20 gennaio alle ore 15,30.

L’assessore Luigi Felaco invece ha dichiarato sulla vicenda: “L’assenza di risposte concrete al movimento, e più in generale, alla problematica del lavoro e della disoccupazione, crea un allarme sociale che sposta l’asse della problematica su una questione di ordine pubblico. Si ritiene che il Comune per quanto disponibile ma al contempo deficitario rispetto alla certezza del Movimento 7 novembre, non possa essere l’unico interlocutore per affrontare e trovare soluzione a un problema così complesso quale quello del lavoro. Pertanto, si propone di istituire un tavolo interistituzionale permanente sul tema che va compreso ed affrontato da tutti gli attori politici e sociali”.

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Maria Baldares 

 

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Frequento il secondo anno in Scienze della Comunicazione e sogno di diventare una giornalista a tutti gli effetti. Sono sempre stata decisa a voler intraprendere questo tipo di carriera e ciò che ha contribuito a far coltivare questa passione è stato il quartiere in cui sono nata e crescita. Vivo a Secondigliano, inutile dirvi le difficoltà e i problemi che purtroppo esistono e persistono ma allo stesso tempo ci sono tante persone che fanno di tutto per cambiare le cose, io sono una tra queste. Spesso si guarda solo il negativo delle cose tralasciando l'altra parte della medaglia, quella positiva.