Il 16 gennaio, presso Il Palazzo di Città di Salerno, si è svolto un evento organizzato dall’Associazione In Movimento…, al quale hanno preso parte tutti gli alunni che fanno parte del progetto Conoscere, Formare per Cambiare, iniziativa culturale, dedicata ai giovani studenti della V elementare dell’Istituto Comprensivo Rita Levi-Montalcini  di Salerno, volta alla comprensione e all’accettazione di ogni tipo di differenza, contro qualsiasi atto o forma di violenza e discriminazione.

L’incontro, organizzato con l’ausilio dell’Assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Salerno e dell’Ogepo Unisa (Osservatorio interdipartimentale per gli Studi di Genere e le Pari Opportunità), si è svolto dalle 9:30 presso il Salone dei Marmi, la grande Sala Congressi.

I piccoli alunni, veri protagonisti del progetto, hanno presentato alle loro famiglie il lavoro svolto in questi mesi e le numerose iniziative che li stanno appassionando sempre di più, giorno dopo giorno. In particolare un libro, prodotto finale di quel progetto.

La professoressa Maria Rosaria Pelizzari, in rappresentanza dell’OGEPO-Unisa e docente di Storia Contemporanea, ha cordialmente risposto alle nostre domande , esponendoci il fine ultimo di queste attività, tanto sostenute dal Rettore dell’Università Degli Studi di Salerno.

Come la docente ci spiega, “lo scopo del corso riguarda la formazione dei bambini, soggetti alla gabbia mentale degli stereotipi, che li imprigiona fin dalla tenera età. Distinti in maschietti e femminucce in base a ruoli prestabiliti, ai bambini viene impartita un’educazione differente, in base al loro sesso. Alle bambine vengono concesse (e molte volte vietate) determinate cose, mentre ai maschietti altre. Con la crescita, questo atteggiamento  diventa sempre più radicato e va ad incidere sulla formazione del loro carattere. Questi stereotipi sono alla base della violenza sulle donne, della sottomissione di quest’ultima nei confronti dell’uomo.”

Secondo alcuni dati, inoltre, le donne, che riescono a laurearsi in tempi più brevi rispetto agli uomini, hanno molte difficoltà a trovare lavoro. Infine, ma non meno importante,  c’è il discorso dell’inadeguatezza. La donna si considera inadeguata e incapace di fare qualsiasi cosa, ad esempio a ricoprire un ruolo di prestigio, perché abituata a vivere nell’ombra dell’uomo, vuoi che sia un fratello, un padre, un marito.

In più, negli ultimi tempi, si parla tanto di Teoria di Genere.
La teoria di genere, a mio parere, non esiste. Riguarda un modo di guardare la realtà, la storia e lo sviluppo del rapporto uomo-donna attraverso i secoli. Il genere consente di capire meglio il presente. Non deve essere un qualcosa che ci limita nella quotidianità, nel rispetto e nell’accettazione dell’altro” – queste delicate tematiche sono alla base di un corso di formazione che inizierà a marzo presso le aule dell’Univesità e sarà coordinato dalla professoressa stessa.

Il convegno è stato arricchito da numerosi interventi. Tra i protagonisti illustri di questa giornata ricordiamo Vincenzo Napoli, Sindaco di Salerno, Eva Avossa, Assessore alla Pubblica Istruzione, Aurelio Tommasetti, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Salerno, Barbara Figliolia, dirigente scolastico Istituto Rita Levi-Montalcini, Maria Rosaria Pelizzari, direttrice OGEPO-Unisa, che ringraziamo per la disponibilità; Lella Marinucci, Presidente Associazione  In Movimento…. Il tutto si è concluso con l’intervento di Valeria Fedeli, da poco Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Il ministro si è distinto per il suo intervento ponderato e riflessivo, facendo una bella impressione e mostrandosi molto sensibile ai temi trattati. Un grande esempio da seguire per tutte le bambine, le ragazzine e le donne presenti in sala, in attesa di trovare la forza, il coraggio, di spezzare le catene degli stereotipi che le costringono ad una vita mediocre, diversa da come la desidererebbero.

Maria Iemmino Pellegrino

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