Il governatore De Luca lancia il nuovo movimento Campania Libera e annuncia: “Faremo della sanità campana la prima in Italia!”

Il battesimo è avvenuto ieri pomeriggio al Teatro Gelsomino di Afragola. Il presidente della Regione, Vincenzo De Luca, ha deciso di presentare qui il suo nuovo movimento politico Campania Libera e non a Napoli, “per lanciare – spiega – un messaggio di attenzione a questi due milioni di abitanti della provincia. Il nostro lavoro è in corso, stiamo mettendo le mani su quelli che hanno rubato e ai quali stiamo spiegando che la ricreazione è finita. Il bancomat è chiuso”.

“Sentiamo la necessità di aprirci ad altre forze, parlando a giovani, professionisti e forze produttive, con rinnovamento e freschezza. Questo è un movimento semplice, di volontariato politico e civile. Ci sono migliaia e migliaia di persone che non si riconoscono nei partiti politici tradizionali. Campania libera vuole essere un contenitore per quelli che vogliono impegnarsi ma assumendo fino in fondo i principi della legalità, dell’onestà e della concretezza. Siamo contro la politica politicante, contro le liturgie e quelle cose che portano la gente lontana, quella che pensa solo alle carriere e se ne fotte della gente normale”.

Queste, quindi, le ragioni del governatore campano che hanno portato alla nascita del movimento. “Noi – prosegue De Luca – siamo un’altra cosa. Oggi è semplice fare demagogia sparando a zero contro l’avversario di turno. La politica seria è quella che risolve i problemi, non quella dell’ammuina, della demagogia o che scarica le responsabilità. A un politico e a un amministratore bisogna chiedere sempre: cosa hai fatto? Ce ne sono tanti ricchi di ammuina, di palle, e non hanno fatto neppure un’opera. Noi siamo per la concretezza”.

Inoltre, il presidente annuncia l’uscita in edicola dalla prossima settimana di un opuscolo che riporterà il lavoro svolto dalla giunta regionale in questi quindici mesi, in questo modo “ognuno si farà la sua idea. Tra quattro annispiega De Lucachiederò di essere giudicato per quello che ho fatto, non per il disastro ereditato. Sapevo bene qual era la sfida ma non vi preoccupate perché la vinciamo”.

Infine le parole del governatore riguardano la questione sanità: “avremmo potuto lavarcene le mani perché la sanità campana è commissariata e invece sono andato al Cardarelli a togliere le barelle dai corridoi, ho aperto cinque pronto soccorso e stabilizzato duemila precari in sei mesi, ora stiamo lavorando sugli infermieri. Così abbiamo evitato una tragedia, altro che la solidarietà degli imbecilli. Ma vergognatevi, dovete fare il voto del silenzio per i prossimi 50 anni” dice rivolgendosi agli esponenti del centrodestra.

“Faremo della sanità campana la prima in Italia e ci arriveremo!”, noi ce lo auguriamo, nel frattempo però siamo all’ultimo posto in Italia per quanto riguarda i dati sui LEA, i livelli essenziali di assistenza nel servizio sanitario nazionale relativi al 2015.

Flora Visone

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Flora scrive da sempre perché le riesce meglio che parlare. Studia Lettere moderne e lavora in una ludoteca. Poesia e bambini, due cose che, messe insieme, un po' la vita la migliorano. Non sa cosa vuol fare da grande ma sa quello che non vuole fare: arrendersi ad una realtà che non ti fa regali, dove il futuro tocca andarselo a prendere da soli.