Napoli. Giustizia è stata fatta. I tre giovani disoccupati del movimento 7 novembre arrestati durante una manifestazione, sono stati rilasciati. Il movimento aveva occupato Sala Nugnes in via Verdi nei pressi del consiglio comunale. Secondo il racconto dei militanti, la polizia municipale, dopo aver tentato di interrompere la protesta, ha prima aggredito e poi arrestato i tre attivisti.

Sono stati portati in Questura con l’accusa di lesioni, resistenza a pubblico ufficiale e invasione della sede comunale. Adesso i tre disoccupati sono liberi ma la sentenza nei loro confronti andrà avanti comunque con un processo ordinario.

Le belle notizie sembrano non finire qui. Venerdì 20 gennaio, infatti, è confermato il tavolo tecnico con gli assessori. Lo stesso che è venuto a mancare ieri a causa di un problema dell’amministrazione, il motivo principale che ha scatenato la protesta.

Tanta solidarietà ha caratterizzato queste ultime ore di agonia e speranza. Molti sono accorsi in presidio a Piazzale Cenni in attesa di un verdetto che avuto un finale, almeno per ora, a lieto fine. Il Movimento dei Disoccupati 7 novembre da due anni lotta quotidianamente per il diritto al lavoro e alla continuità di reddito. Grazie al loro impegno e alla loro costanza hanno dimostrato come la lotta sociale paga e di come la giustizia arrivi prima o poi.

Il 18, alle ore 13.00 alla Mensa Occupata si terrà un pranzo benefit per le spese legali che dovrà affrontare il movimento per i disoccupati che sono stati coinvolti in questa vicenda giudiziaria. Un ulteriore gesto di solidarietà per offrire sostegno ad un momento così delicato. Venerdì in ogni caso il movimento 7 novembre insieme a tanti altri attivisti scenderanno in piazza con l’obiettivo di sempre: rivendicare i propri diritti.

“Le lotte sociali non si reprimono! – scrive il movimento – Lavoro o non lavoro: vogliamo campare. Avanti tutta”.

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Maria Baldares

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Frequento il secondo anno in Scienze della Comunicazione e sogno di diventare una giornalista a tutti gli effetti. Sono sempre stata decisa a voler intraprendere questo tipo di carriera e ciò che ha contribuito a far coltivare questa passione è stato il quartiere in cui sono nata e crescita. Vivo a Secondigliano, inutile dirvi le difficoltà e i problemi che purtroppo esistono e persistono ma allo stesso tempo ci sono tante persone che fanno di tutto per cambiare le cose, io sono una tra queste. Spesso si guarda solo il negativo delle cose tralasciando l’altra parte della medaglia, quella positiva.