Scoperto l’elisir di lunga vita? No, nemmeno lontanamente (al netto dei titoli di parecchie testate), ma di sicuro l’individuazione della proteina Tzap ci farà comprendere parecchio riguardo i processi di invecchiamento cellulare.

Partiamo dall’inizio quindi. Praticamente tutto ciò che concerne i processi di invecchiamento di una cellula è legato al destino dei telomeri, all’interno dei quali la proteina Tzap è al centro, pare, di meccanismi fondamentali.

I telomeri in pratica sono una sorta di cappuccio presenti all’estremità dei cromosomi che nel corso della vita cellulare si accorciano sempre di più fino a non permettere più la replicazione della cellula stessa e all’interno dei quali sembra operino le proteine Tzap.

Essi rappresentano una sorta di “timer” che scandisce il tempo a disposizione di ogni cellula per espletare le proprie funzioni vitali inesorabilmente, nonostante l’improbabile miriade di prodotti miracolosi reperibili in rete che ne promettono la salvezza che neanche Harry Potter alle prese con la Pietra Filosofale.

Ma, battute a parte, la comprensione dei processi che regolano l’attività dei telomeri avrebbe un ampio campo di applicazione compreso quello della crescita tumorale.

Questo perché un funzionamento anomalo di questi particolari segmenti del cromosoma è strettamente legato all’alterazione di duplicazione e crescita tipico dei processi neoplastici e il monitoraggio e la presenza delle proteine Tzap potrebbe rappresentare un’importante passo in avanti in nuove metodologie di cura.

Tante speranze, quindi, riposte nella proteina Tzap. Speranze che provengono da una ricerca dello Scripps Research Institute di La Jolla, in California, dove a guidare il team di scienziati è ancora una volta un’italiano Eros Lazzerini.

A dimostrare, semmai ce ne fosse bisogno, che le eccellenze prodotte dal nostro paese ottengono risultati straordinari in tutto il mondo e che, proteina Tzap o altro che sia, sarebbe il caso di iniziare a pensarci un po’.

Non resteremo giovani in eterno quindi, ma di sicuro, grazie alla proteina Tzap, conosceremo meglio una parte ancora poco delineata della genetica, che regola la maniera con cui ci invecchiamo, che è estremamente sensibile a tante sostanze inquinanti e il cui buon funzionamento è alla base della malattia che tutti sognamo, un giorno, di sconfiggere.

Mauro Presciutti

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Sono laureato in Radiologia e Radioterapia ed in Biologia, mi occupo di agricoltura sostenibile e sono un attivista politico impegnato sui temi sociali, dei diritti, del lavoro e dell’ambiente. Credo che il futuro di questo paese passi dalla ricerca e dall’innovazione, credo anche che siamo ancora molto lontani da quel futuro.