L’iOS Academy di Napoli: “Siamo solo un centro studi”. Mistero sui 600 posti di lavoro e borse di studio pagate dalle Regione.

Lo scorso 5 ottobre l’ormai ex presidente del Consiglio Matteo Renzi tweettava così: “Parte l’Academy di Apple, come promesso con Tim Cook. Napoli ha tanto futuro davanti. Se riparte il sud, riparte l’Italia”. Gli accordi tra l’ex premier e l’amministratore delegato della Apple parlavano chiaro: nascita di un nuovo centro per sviluppatori iOS a Napoli e possibilità di nuovi posti di lavoro, 600 per l’esattezza.

Conoscendo bene il grado d’inglese dell’ex primo ministro italiano possiamo tranquillamente pensare che i due potrebbero non essersi capiti. L’azienda americana cerca però di chiarire il malinteso in un comunicato stampa nel quale afferma che “il polo di Napoli è pensato a tutti gli effetti come un centro studi, in grado di fornire agli studenti competenze pratiche e formazione sullo sviluppo di app iOS per l’ecosistema di APP più innovativo e vivace al mondo”, nella prospettiva di “sostenere gli insegnanti e fornire un indirizzo specialistico preparando migliaia di futuri sviluppatori a far parte della fiorente comunità di sviluppatori Apple”. Insomma, dimentichiamoci i 600 posti di lavoro.

Scavando ancora più a fondo viene fuori anche che le borse di studio per gli iOStudenti non sono finanziate dalla Apple stessa ma dalla Regione Campania che stanzierà, a tal proposito, 7 milioni di euro. “Mica bruscolini!” direbbero a Roma. Fraintendimenti anche per quanto riguarda le procedure di ammissione dei discenti, che sembrerebbero non essere state del tutto trasparenti, e le sorti degli stessi al termine del programma formativo.

In conclusione, facendo due conti verrebbe da chiedersi se realmente Napoli ed il Mezzogiorno d’Italia ci hanno guadagnato qualcosa o se l’unico vero affare l’ha fatto la mela più famosa al mondo che alla fine della giostra si ritroverà un esercito di programmatori a disposizione.

Flora Visone

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Flora scrive da sempre perché le riesce meglio che parlare. Studia Lettere moderne e lavora in una ludoteca. Poesia e bambini, due cose che, messe insieme, un po' la vita la migliorano. Non sa cosa vuol fare da grande ma sa quello che non vuole fare: arrendersi ad una realtà che non ti fa regali, dove il futuro tocca andarselo a prendere da soli.