Matteo Renzi torna ad occuparsi di Napoli e dei problemi della sua periferia, con Scampia al centro dell’attenzione: lo fa però in modo piuttosto inaspettato, svestendo anche i panni di segretario del Partito Democratico.

Infatti, nel corso di una visita in città, che l’ex Presidente del Consiglio ha voluto tenere quanto più riservata possibile (per sua stessa ammissione allo scopo di non ritrovarsi intorno né il suo partito né, e probabilmente soprattutto, i giornalisti), Renzi ha incontrato alcuni dei protagonisti che in campo culturale e sociale sono impegnati nella battaglia per la legalità.

In particolare, come si evince dal riassunto della visita postato su Facebook, Renzi ha avuto colloqui privati con Paolo Siani, importante medico pediatra e primario, prima ancora che fratello di Giancarlo, e con il meno noto sacerdote gesuita Fabrizio Valletti, la cui voce il segretario del PD racconta essere una delle più vicine, per comprendere le difficoltà economiche e sociali con cui la periferia si confronta quotidianamente.

Riferendo dunque, nel corso del post, alcuni particolari degli incontri avuti proprio con Siani (di cui dice di aver «ascoltato le sue considerazioni sui minori, sulla sanità, sulla povertà minorile, sulla necessità di scommettere sulla cultura e sull’educazione come presupposto della legalità») e Valletti, Renzi ha anche rivelato che quest’ultimo gli ha fatto da guida in una visita “segreta” a Scampia («ho chiesto al mio amico scout padre Fabrizio Valletti di farmi vedere – senza dirlo a nessuno – il cuore di questo territorio, simbolo di tante realtà disagiate», si legge infatti nel post).

Non manca, in coda al commento della giornata, la rivendicazione di un impegno forte del suo appena cessato Governo a favore proprio di una delle più famigerate periferie d’Italia: «il mio Governo ha stanziato molti fondi per le periferie e ha messo a disposizione del Comune di Napoli le cifre per abbattere le famigerate Vele, ma non bastano i soldi».

Lo sport può essere veicolo importante di valori di educazione, rispetto e condivisione: ecco il senso dell’ulteriore incontro avuto da Renzi con un altro dei personaggi chiave dell’impegno sociale nelle periferie, quel Gianni Maddaloni la cui palestra – simbolo del tentativo di riscatto sociale di un intero quartiere attraverso lo sport – sarà rinnovata con fondi governativi: sette milioni per rilanciare un’importante realtà di riferimento per i giovani a rischio di Miano e dintorni: «la sua palestra rappresenta una delle più belle esperienze di riscatto non solo sportivo».

Il bilancio della giornata, scrive infine Renzi, è positivo: «giornate come questa ti aiutano a crescere, a imparare, ad approfondire. A vedere e toccare le cose su cui abbiamo lavorato (su tutte, rimarca l’abbattimento delle Vele grazie ai fondi governativi elargiti al Comune, ndr) ma su cui dobbiamo impegnarci ancora di più. (…) Torno a casa più convinto che mai che, se tutti facciamo un piccolo sforzo, le cose possono cambiare e l’Italia può veramente diventare un Paese più giusto. Non lasceremo mai il futuro alla rassegnazione». Pare che Renzi abbia comunque assicurato di tornare presto a Napoli, per future visite in incognito in altre zone difficili della città.

Le istituzioni locali hanno a loro volta commentato la visita di Renzi: per il sindaco di Napoli De Magistris, l’apprezzamento per il faticoso cambiamento apparentemente in moto in città non può che riferirsi anche e soprattutto all’azione della sua amministrazione.

Intervistato da Repubblica, il primo cittadino non risparmia qualche immancabile sferzata e un commento politico: «viene spesso, credo che si sia innamorato di Napoli, evidentemente apprezza il lavoro dell’Amministrazione comunale e dei cittadini. Auguro a tutti i politici di rafforzare i legami con i cittadini ma non vedo Renzi uno che va per strada, anche dalle ultime dichiarazioni che ha fatto, la sua linea rimane di continuità rispetto a quando era premier». Secondo il sindaco, Renzi vuole riconquistare la fiducia degli elettori del PD anche attraverso iniziative come queste («è veramente innamorato di Napoli?», si chiede).

Da parte sua, il Presidente della Regione Campania De Luca, che pure in questo momento sembra ai ferri corti col PD e con lo stesso Renzi, parla di «gesto di grande attenzione e affetto per Napoli, la riconferma di un impegno per dare una mano al di là delle scadenze elettorali. (…) Un bel gesto, fatto con discrezione e senza clamori».

Insomma, non si può negare che storicamente Renzi abbia avuto un occhio particolarmente attento (per quanto spesso controverso) per Napoli: non ci sarebbe da sorprendersi se, anche con mosse a sorpresa e ad effetto come la visita di ieri a Scampia, sarà proprio da qui che partirà la sua personale riscossa politica.

Ludovico Maremonti