La giunta della Municipalità ha approvato la delibera con cui si chiede al Comune di procedere alla declassificazione del mercatino di Sant’Anna di Palazzo dall’elenco delle aree mercatali, per farne una struttura da utilizzare per le politiche sociali, a favore di bambini ed anziani del quartiere.

Le news arrivano dal Presidente de Giovanni e l’Assessore agli Affari Generali Chiosi, i quali spiegano che ora sta tutto nelle mani del comune, che deve procedere “secondo l’iter avviato dalla Municipalità”.

Questo sembra essere un grandissimo passo in avanti, considerate le condizioni in cui si trova il mercatino di Sant’Anna di Palazzo in questo momento: l’edificio, nel cuore dei Quartieri Spagnoli in vico Tiratoio, è completamente abbandonato e invaso da rifiuti di ogni genere che rappresentano un vero e proprio rischio igienico-sanitario per tutto il quartiere.

Tutti gli spazi che un tempo erano stati destinati ai negozi sono stati vandalizzati e distrutti diventando il deposito delle “armi” che i bambini si costruiscono impiegando legno e ferro, improvvisando un vero e proprio ring dove vige la legge del più forte. Il problema principale, però, sembrava essere il fatto che la struttura a Sant’Anna di Palazzo era chiusa e inaccessibile, sotto il controllo di ignoti, che tenevano chiusi i cancelli con dei lucchetti.

I responsabili del quartiere hanno inoltre incontrato il parroco di Santa Lucia, don Giuseppe Carmelo, con cui hanno discusso di un progetto che appare molto interessante: l’apertura di una casa famiglia proprio nel cuore del Pallonetto di Santa Lucia: “i presupposti ci sono tutti ed auspichiamo che il Comune centrale velocizzi al massimo il percorso burocratico che sarà a breve intrapreso”.

De Giovanni e l’Assessore Chiosi esprimono il loro consenso nei confronti di questa iniziativa: “l’apertura di una struttura del genere al Pallonetto è la migliore risposta che si possa dare, nell’immediato, ai durissimi episodi di cronaca nera che hanno coinvolto i minori del quartiere. Oltre, ovviamente, alla necessaria repressione che le forze dell’ordine e la magistratura operano sul territorio”. 

Essi affermano, inoltre, di credere molto nella sinergia con le parrocchieche suppliscono agli scarsi investimenti che il Comune opera nel sociale. Ma soprattutto abbiamo necessità di concretezza rispetto a proclami e spot di cui, francamente, siamo stufi”.

Mara Alessandra Zita

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Nata il 19/06/1997 a Bad Neuenahr, in Germania, da madre portoghese e padre italiano. Influenzata fin da piccola da tante culture e lingue diverse, sono cresciuta con una mente aperta e con voglia di viaggiare e scoprire. Fin da piccola ho coltivato la passione per la lettura, che pian piano si è ampliata lasciando spazio a quella per la scrittura. Mi sono trasferita in Italia, nella meravigliosa terra cilentana e mi sono diplomata al liceo linguistico nel 2016. Oggi sono iscritta alla facoltà di "culture digitali e della comunicazione" alla Federico II, a Napoli, una città che amo alla follia e che mi ha adottata immediatamente, facendomi sentire sempre a casa. Cosa voglio fare da grande? Viaggiare,scrivere, battermi per i miei diritti e fare un lavoro che amo, magari la giornalista!