Qualsiasi malattia ha i suoi sintomi iniziali che ne permettono il riconoscimento, soprattutto nel caso di malattie batteriche e virali. Il settore influenzale ormai sembra gestibile e prevenibile grazie ai progressi della medicina, ma quello di reumatologia appare ancora sconosciuto. La scienza medica, pertanto, continua imperterrita nei suoi studi e nelle sue ricerche.

La nota rivista “Nature Communications” ha pubblicato in un suo recente numero un importante studio riguardo la scoperta di un ”grilletto  molecolare” dell’artrite reumatoide che pare attivare la sintesi degli anticorpi nocivi dell’organismo amplificandone i processi patologici ed infiammatori.

Questo studio inorgoglisce molto l’Italia come nazione, giacché svolto da ricercatori della facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma.

Collaborando con colleghi dell’Università di Glasgow gli studiosi italiani hanno focalizzato la propria ricerca sulla molecola microRNA155 scoprendo e testando un farmaco che non appena si attiva il grilletto molecolare che comporta lo scatenarsi della malattia agisca guarendo tutto.

Tutto ciò è stato possibile grazie alla dedizione e al lavoro dei reumatologi Stefano Alivernini e Barbara Tolusso, il tutto sotto la coordinazione del docente di Reumatologia alla Cattolica e del Polo di Scienze Reumatologiche, Dermatologiche, Immunologiche, Allergologiche, Urologiche e Neufrologiche del Policlinico A. Gemelli Gianfranco Ferraccioli.

Proseguendo gli studi su determinate sottopopolazioni delle cellule immunitarie B il team di ricercatori ha provato a comprendere come fosse possibile frenarle evitando la produzione di autoanticorpi e i processi auto-infiammatori che ne conseguono.

Studiando i campioni biologici di oltre 60 pazienti gli esperti hanno notato che la molecola miR155 è a sua volta attivata da un effetto infiammatorio domino delle molecole CD40L, IL6, BAFF, IL21. Essa attiva le cellule B di memoria con i monociti-macrofagi facendole divenire patogene e, se in eccesso, riduce la presenza della molecola antiinfiammatoria Pu-1 aumentando l’infiammazione.

Collaborando con i colleghi di Glasgow dotati di mezzi superiori è stato possibile per i ricercatori italiani capire come spegnere l’infiammazione bloccando l’agire della miR155 e aumentando la presenza del potente inibitore d’infiammazione Pu-1.

Il dottor Ferracioli del Policlinico Gemelli  ha spiegato con fierezza l’importanza della scoperta fatta dal suo team :  “La scoperta di questa possibile via di controllo dell’artrite reumatoide apre nuovissime prospettive terapeutiche e soprattutto insegna che il controllo dell’infiammazione prodotta dalle cellule B che producono gli autoanticorpi nocivi è realmente possibile senza usare farmaci o chemioterapici.” Un altro colpo è stato messo a segno dai ricercatori italiani e noi non possiamo che esserne fieri.

 Eugenio Fiorentino

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Eugenio Fiorentino, nato il 3/2/1992 a Napoli, dove ho sempre vissuto. Ho frequentato le scuole presso l'istituto Suore Bethlemite ed ho poi conseguito la licenza liceale presso il X Liceo Scientifico Statale, Elio Vittorini. Sempre promosso a pieni voti. Nel 2010 mi sono iscritto all'istituto Suor Orsola Benincasa, alla facoltà Scienze delle Comunicazioni, conseguendo i primi esami fino al settembre 2011, data in cui a causa di un gravissimo incidente subito ho interrotto gli studi. Dopo un lungo periodo riabilitativo, che tutt'ora sto sostenendo, ho ripreso gli studi nel 2014, conseguendo anche il passaggio al primo esame: Informazione e cultura digitale. Ho praticato molti sport, tra i quali nuoto e calcio a livello agonistico. Ho anche grandi passioni riguardo Musica, Calcio e Motociclismo, ma ultimamente ho avuto modo di apprezzare, anche per vicende personali, tutto l'ambito della riabilitazione neuro-motoria, che è un campo in grande crescita ed espansione.