Pochi giorni fa, in una piccola libreria di Telese Terme, in provincia di Benevento è avvenuto un fatto alquanto sconvolgente. Un uomo ha bussato alla porta di una piccola libreria, affermando:“Sono venuto per il caffè”. Sicuramente non è questa la prima affermazione attribuibile allo zio di una piccola lettrice, desideroso di farle un regalo. Eppure, la frase suonò alle orecchie della libraia Filomena Grimaldi come la rottura di un incantesimo.

Quel giorno la libraia era riuscita a sciogliere il nodo di una grande costrizione letteraria, seppur nella sua piccola realtà. Lo aveva fatto attraverso un semplice caffè. “La tutela delle donne inizia in libreria. Non priviamo le nostre bambine del diritto a leggere libri scientifici. A tutti quelli che compreranno un libro nella sezione scienze, offrirò un bel caffè”. Così recitava il cartello affisso dalla sorella tra gli scaffali della libreria.

L’iniziativa mira ad abbattere le discriminazioni di genere nei confronti delle piccole lettrici. Alle bambine si tende spesso a negare la lettura di libri scientifici. Il cliente medio preferisce acquistare le classiche fiabe su fate e principesse. Questo pregiudizio investe anche i bambini. Ai piccoli lettori sono negati volumi di cucina o pittura, o fiabe con protagoniste femminili.

Con la spontaneità di un caffè, Filomena vuole sensibilizzare i suoi clienti riguardo il pregiudizio. Proprio dalle piccole realtà è necessario partire per superare paletti culturali sterili e oppressivi. La “libraja” ha potuto constatare la crudeltà di questi orizzonti ristretti proprio attraverso l’esperienza personale. “A 30 anni – racconta – sono rimasta affascinata da un libro sulla storia dei pirati e mi sono chiesta: “Possibile che mi è arrivato sotto il naso solo ora?” Se fossi stata un maschio sicuramente avrei ricevuto questo libro da piccolo”.

Proprio questa esperienza l’ha indotta a un’attenta osservazione della realtà che la circonda. La libraia parla del fenomeno delle discriminazioni di genere, in parte voluto, in parte inconscio. Proprio a ciò è dovuto il disinteresse comune nei confronti di un tema da non sottovalutare. “Devo stare attenta anche quando impacchetto il libro” afferma Filomena. “Se il fiocco è arancione ed è per un maschio mi chiedono di cambiarlo in verde o blu”.

Quando la libraia espone il problema ai suoi clienti mira a far riflettere: “Quella bambina potresti essere tu”. Sottolinea ancora quanto sia importante per un bambino ricevere stimoli culturali che possano aprirgli la mente a qualsiasi visione. Basti pensare a donne che della scienza hanno fatto la loro fortuna, come Samantha Cristoforetti, Margherita Hack o Rita Levi Montalcini. In virtù della sua esperienza in tutto il paese, Filomena afferma che questa tela oppressiva di convenzioni interessa esclusivamente l’ Italia.

Presa coscienza del problema, la donna coraggiosa ci offre una soluzione. Affermando la sua immensa fiducia nei confronti dell’istruzione, la libraia ha deciso di dare il suo contributo organizzando laboratori di lettura all’interno della libreria.

Corrado Imbriani