Una città galleggiante, autosufficiente e sostenibile, affidata all’energia solare e agli impianti di desalinizzazione delle acque, è più di un semplice progetto: in Polinesia i lavori potrebbero iniziare già verso la fine del 2018.

Sin dal 2008 il Seasteading Institute di San Francisco è alla ricerca di una nazione disposta ad ospitare questo futuristico progetto: rispetto ai modelli, i quali spesso esclusivamente teorici, proposti negli ultimi anni il Seasteading Istitute ha lavorato ad una città galleggiante costituita in moduli, vicina a zone di costa in modo da disporre di acque riparate. Una questione quasi esclusivamente economica.

Una città galleggiante nel mezzo dell’oceano sarebbe tecnicamente fattibile, ma economicamente ancora insostenibile. La Polinesia estremamente esposta ai rischi dovuti all’innalzamento del livello delle acque provocato dall’aumento delle temperature potrebbe trovare nella città galleggiante una soluzione interessante.

Le acque calme della Polinesia potrebbero rappresentare inoltre un habitat ideale per immaginare delle strutture permanenti e le potenzialità, nel futuro, del progetto appaiono incredibili. Basti considerare che circa i due terzi del pianeta sono sommersi e, se escludiamo per il momento le acque profonde nel mezzo degli oceani esposte a fenomeni meteorologici devastanti, la costruzione di città galleggianti potrebbe garantire ulteriore sviluppo economico e demografico.

Essenziale per fare in modo che la struttura della città galleggiante riesca, appunto, a galleggiare è la presenza dell’ Etfe, polimero prediletto per costruzioni verdi in quanto autopulente, ignifugo, riciclabile e trasparente ma quasi cento volte più leggero del vetro. L’energia solare dovrebbe permettere ai vari moduli che costituiranno la città galleggiante di essere autosufficienti dal punto di vista energetico, mentre l’acquaponica dovrebbe garantire un approvvigionamento di derrate alimentari anche in caso di totale e completo isolamento dalla terra ferma.

I costi del progetto, a detta dell’esecutivo del Seasteading Institute, sembrano ragionevoli: adesso la palla è tra le braccia delle autorità polinesiane che dovranno vagliare attentamente il progetto e dare l’approvazione al progetto di legge. Non è la prima volta che la città galleggiante sembra sul punto di diventare realtà, un esempio su tutti i contatti avuti tra lo stesso Istituto e l’Olanda, ma sarà questa la volta buona? Siamo pronti a colonizzare in modo permanente anche le acque?

Francesco Spiedo

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Sangiorgese classe ’92, istruttore di Kung-Fu e laureato in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio. Ha pubblicato racconti sparsi e romanzi misti, ama la definizione scrittore emergente e guai a chiamarlo esordiente. Frequenta il corso annuale a Belleville – La scuola con la speranza di entrare nella vecchia e cara Repubblica delle Lettere. Nel frattempo scrive per la testata giornalistica online Libero Pensiero, occupandosi principalmente di ambiente, e collabora con Bookabook, senza apparenti meriti letterari.

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