La parola prende per l’ennesima volta il potere e stavolta lo fa in uno dei luoghi più suggestivi di Napoli: Castel Sant’Elmo.

In questo magico luogo, usato come fortezza difensiva dal Medioevo per la sua strategica posizione che permetteva e permette tutt’ora una vista a 360° su tutta la città, un’opera rivoluziona il modo di cogliere il panorama del capoluogo campano.

Da sabato 21 gennaio 2017 infatti è stata installata “Follow the Shape” creata da Paolo Puddu: un corrimano metallico che corre per tutta la Piazza d’Armi, i camminamenti e gli spalti, su cui è disposto un sistema di lettura in braille per i non vedenti. L’opera ha vinto la quinta edizione del concorso “Un’opera per il castello”, a cura di Angela Tecce con Claudia Borrelli, il cui tema era proprio “Uno sguardo altrove- Relazioni e incontri” ed è stata presentata sabato al Museo del Novecento da Anna Imponente e Anna Maria Romano, rispettivamente direttrici del Polo museale Campano e del Castel Sant’Elmo.

braille

In braille sono state trasposte delle frasi tratte dal libro di Giuseppe De Lorenzo “La terra e l’uomo”, così grazie a questa iniziativa anche i non vedenti potranno farsi un’idea di quello che è il panorama campano, ovviamente tramite un’esperienza molto differente da quella visiva ma sicuramente più intensa. Il potere della parola può legarsi in maniera sublime con quello dell’immaginazione per dare risultati sensoriali eccezionali e coinvolgenti.

La giuria, presieduta da Mariella Utili, ex direttrice del Polo museale campano, ha premiato il progetto del giovane artista, formatosi all’Accademia di Belle Arti poiché “ha declinato il tema del concorso ribaltando la consueta concezione della visione, riuscendo a creare una relazione inedita tra il castello e il territorio circostante. Gli spalti panoramici divengono il luogo d’incontro tra esperienze sensoriali differenti, fornendo uno strumento ulteriore per ampliare le possibilità di fruizione del luogo” e attraverso la scrittura braille anche i visitatori vedenti sono “invitati a immaginare una prospettiva alternativa che è loro di norma estranea”.

Daniela Diodato