Dal 24 gennaio al 12 febbraio il teatro Bellini (NA) aprirà il sipario per lo spettacolo “Elvira”.

Con i tre giovani attori (Petra Valentini, Davide Cirri e Francesco Marino) il regista e interprete Toni Servillo si avvicina a “Elvire Jouvet 40” , in cui Brigitte Jaques scrisse le Sette Lezioni di Louis Jouvet a Claudia sulla seconda scena di Elvira nelDon Giovanni” di Molière.

Si apre quindi una trama metateatrale, regolata da un climax ascendente che pone come protagonista l’arte di fare arte e di farla con sentimento e passione.

L’ambientazione è nella Parigi del 1940, periodo di guerra pululante di rivoluzionari. Louis Jouvert dirige la sua rivoluzione a teatro, con le parole e le intramontabili tradizioni letterarie. É insegnante al Conservatoire National d’Art Dramatique e tra febbraio e settembre lavora ad una scena del “Don Giovanni” di Molière con una allieva del terzo anno.
Ma l’interpretazione di Elvira è tutto fuorchè semplice.

“Recitare è l’arte di smuovere la propria sensibilità, come un corso d’acqua” un continuo affluire, un zampillare, sgorgare, una piena e una secca. I sentimenti fuoriescono a tratti, tutti insieme o a piccole dosi, non esiste una regola o un manuale. Elvira è una donna che ha amato, ha dato tutta se stessa ad un uomo che l’ha abbandonata, senza apprezzarla. Elvira ritorna, da quell’uomo, con un animo diverso, lei era stata riempita di un amore non corrisposto e ora è davanti a lui, per proteggerlo.

É diversa rispetto alla mattina, ferma nel suo incedere, un fiume in piena, ha fatto un viaggio per giungere da Don Giovanni e vuole essere ascoltata. “Io vi ho amato” e quell’amore è riconosciuto come profondamente tenero, ma ora lei è lì per salvaguardare la sua anima. Animata da un’estasi straziante, rende religiosa la commedia con il suo annuncio d’amore, è una donna divina che allontana quell’inferno che si era appropriato del suo cuore con la sua candida purezza.

Per recitare una parte del genere non serve la sola tecnica, l’intelligenza drammatica senza sentimento non va bene. Gli attori che non sanno gestire questo sono degli esibizionisti animati dal loro orgoglio a detta di Louis e, citando Shakespeare, augura alla sua allieva “Che il latte della tenerezza umana ti arrivi alle labbra”.
Questo perché se mal posto, anche il genio di Molière perde la sua sostanza.

Claudia si impegna, riprova e riprova la sua scena, con un lavoro che durerà mesi. “Ogni volta che fate qualcosa che vi viene facile, non va bene”. Spronata dalle parole del suo maestro cerca Elvira dentro di se, la raggiunge, la perde, la ricompone. Cerca la passione e l’arte di renderla teatrale.

“Elvira offre di assistere ad una relazione maieutica che si trasforma in scambio dialettico, perché il personaggio è per entrambi territorio sconosciuto nel quale si avventurano [insegnante e allieva] spinti dalla necessità ossessiva della scoperta.[..] Louis farà una distinzione tra comédien e acteur e dice precisamente: ‘il comédien è il mandatario del personaggio, mentre l’acteur delega se stesso personalmente. Il comédien esiste grazie allo sforzo, alla disciplina interiore, ad una regola di vita dei suoi pensieri, del suo corpo. Il suo lavoro si basa su una modestia particolare, un annullarsi di cui l’acteur non ha bisogno.’
Trovo il complesso delle riflessioni di Jouvet particolarmente valido oggi per significare soprattutto ai giovani la nobiltà del mestiere di recitare, che rischia di essere svilito in questi tempi confusi”
É la dichiarazione di Toni Servillo.

Alessia Sicuro

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Diplomata al liceo scientifico sperimentale PNI, matricola alla facoltà di lettere moderne della Federico II, ha sempre voluto avere una visione a 360 gradi di tutte le cose. Accortasi che la gente preferisce bendarsi invece di scoprire ed affrontare questa società, brama ancora di tappezzare il mondo coi propri sogni nel cassetto. Divora libri, vecchie storie, vorrebbe guardar il futuro con degli occhiali magici per riportar solo belle notizie alla gente disillusa. Vorrebbe indossare scarpe di cemento per non volar sempre con la fantasia, rintagliarsi le sue ali di carta per dimostrare, un giorno, che questa gioventù vale! Vorrebbe esser stata più concreta fin dall’inizio, essere interessata ai soldi come tutta la gente normale e non sentirsi in pace col cosmo solo perché sta inforcando una penna. Si, vorrebbe, ma bisogna sempre svegliarsi.