Erano le 19.41 del 25 gennaio 2016 quando Giulio Regeni oltrepassò la porta di casa sua in Egitto e non ne fece più ritorno. Solo pochi giorni dopo venne ritrovato il suo corpo vicino al Cairo. Il corpo, da come dimostravano le contusioni e i lividi, era stato sottoposto ad una grave aggressione.

Giulio era un ragazzo di 28 anni, originario di Trieste e aveva alla spalle una carriera ricca di premi e soddisfazioni. Si trovava in Egitto per svolgere un dottorato di ricerca per l’Università di Cambridge sui sindacati indipendenti egiziani. Ha collaborato per le più importanti redazioni italiane e aveva un obiettivo ben chiaro: scovare la verità. Proprio quella ricerca della verità è stata la sua condanna, la stessa verità che oggi l’Italia intera reclama a gran voce per far luce sull’omicidio di Giulio Regeni.

Ad un anno dalla sua scomparsa gli uccisori e il movente dell’omicidio restano ancora sconosciuti. Amnesty International ha organizzato una mobilitazione nazionale per riunire tutti gli italiani a commemorare Giulio nell’anniversario della sua morte. A Napoli (Piazza Dante), come in tutte le maggiori piazze d’Italia, alle 19.41 verranno accese delle fiaccole in segno di quella giustizia che tarda ad arrivare.

Il presidio avrà inizio intorno alle 19.30 e prima di partire con la fiaccolata gli attivisti di Amnesty International racconteranno la storia di Giulio e quella di tante vittime che hanno subito abusi e torture in Egitto.

“Giulio suo malgrado è divenuto simbolo di una generazione che osa e che si mischia nel mondo – ha scritto il sindaco Luigi de MagistrisQuesti nostri ambasciatori si mescolano nel mondo per salvare il mondo. Per quanto sangue sia stato versato nel vicino oriente, anche sangue della nostra meglio gioventù, sappiamo che un popolo quando ha urlato la necessità di libertà ha rotto un confine, non avrà più paura di tentare di nuovo. Per questo necessitiamo di tanti Giulio”.

Maria Baldares 

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Frequento il secondo anno in Scienze della Comunicazione e sogno di diventare una giornalista a tutti gli effetti. Sono sempre stata decisa a voler intraprendere questo tipo di carriera e ciò che ha contribuito a far coltivare questa passione è stato il quartiere in cui sono nata e crescita. Vivo a Secondigliano, inutile dirvi le difficoltà e i problemi che purtroppo esistono e persistono ma allo stesso tempo ci sono tante persone che fanno di tutto per cambiare le cose, io sono una tra queste. Spesso si guarda solo il negativo delle cose tralasciando l'altra parte della medaglia, quella positiva.

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