Oggi la commissione disciplinare dell’Asl Napoli 3 sud avrebbe dovuto esaminare il caso dei tre medici dell’ospedale civile di Nola riguardo ciò che è avvenuto durante la notte tra il 7 e l’8 gennaio.

Tutto ebbe inizio con una foto che fece il giro dei media. La foto in questione ritraeva due pazienti adagiate a terra a causa della mancanza di letti e barelle. In quella stessa notte, infatti, ci fu un’affluenza mai registrata prima, 265 persone si presentarono al pronto soccorso. In seguito alla vicenda il direttore sanitario Andrea De Stefano, il responsabile del pronto soccorso Andrea Manzi e il responsabile della medicina d’urgenza Felice Avella furono sospesi.

I tre medici stamane avrebbero dovuto presentarsi all’Asl Napoli sud 3 ma le audizioni sono state rinviate a venerdì 27 gennaio. Il loro ruolo all’interno dell’ospedale di Nola verrà definito solo domani quando dovranno riferire l’operato di quella notte.

Una situazione che si era già replicata durante quest’estate. Ancora una volta i letti e le barelle non erano sufficienti e i malati che arrivavano venivano sistemati su materassini per terra.

Il caso di Nola ha scatenato diverse polemiche e ha diviso in due l’opinione pubblica. C’è chi condanna i medici per il proprio lavoro svolto non adeguatamente e chi, invece, punta il dito su una sanità che rammenta il disastro per i continui tagli e i mancati fondi.

“I tre medici sono stati sospesi perché c’è stato un difetto di comunicazione. – ha riferito la responsabile dell’Asl Napoli 3 sud Antonietta Costantini in seguito alla decisione di sospendere i tre medici – Se avessero avvertito avremmo potuto mandare altre barelle, altri aiuti. Bisogna intervenire correttamente. Il presidente della Regione De Luca non se l’è presa con i medici ma con i responsabili del presidio”.

Maria Baldares 

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Frequento il secondo anno in Scienze della Comunicazione e sogno di diventare una giornalista a tutti gli effetti. Sono sempre stata decisa a voler intraprendere questo tipo di carriera e ciò che ha contribuito a far coltivare questa passione è stato il quartiere in cui sono nata e crescita. Vivo a Secondigliano, inutile dirvi le difficoltà e i problemi che purtroppo esistono e persistono ma allo stesso tempo ci sono tante persone che fanno di tutto per cambiare le cose, io sono una tra queste. Spesso si guarda solo il negativo delle cose tralasciando l'altra parte della medaglia, quella positiva.