Aldo Milani, il coordinatore nazionale del sindacato Si Cobas, è stato arrestato ieri sera a Modena. L’accusa che gli è stata rivolta è di estorsione aggravata e continuata nei confronti della famiglia che è proprietaria dell’Alcar Uno, il settore industriale che si occupa della produzione delle carni. Attualmente Milani è nel carcere di Modena e non si è a conoscenza di altro in quanto il suo difensore non è riuscito a contattarlo.

E’ evidente che ci troviamo di fronte a una escalation repressiva senza precedenti. – afferma una nota del Si Cobas – La sostanza è semplice: con l’arresto di Aldo Milani si vuol mettere definitivamente fuorilegge la libertà di sciopero. Proclamiamo quindi fin da ora la mobilitazione in tutti i luoghi di lavoro e chiamiamo le reti di simpatizzanti e solidali a mobilitarsi nelle iniziative che nelle prossime ore saranno indette dal Si Cobas contro la repressione e per la liberazione immediata di Aldo”.

La richiesta è stata accolta. Da stamane infatti diversi collettivi sono scesi nelle piazze a difesa di Aldo Milani tra cui il Movimento di lotta dei Disoccupati “7 novembre” che si è raccolto in presidio a Santa Maria. Come un mantra, i militanti del collettivo, attraverso diversi striscioni, sostenevano il pensiero di sempre ovvero che “le lotte non si processano” accompagnato da “Aldo Libero”.

Il movimento però è sceso in piazza non solo per dare sostegno a Milani ma per premere su un altro problema che riguarda la città di Napoli. Da Santa Maria, infatti, il movimento si è sposato al Consiglio di Città Metropolitana. Il movimento insieme a tanti altri cittadini e cittadine richiedono un’assemblea aperta per discutere sui 470 milioni di euro che sembrerebbero essere avanzati dal progetto messo in atto per la città dal sindaco Luigi de Magistris.

La loro richiesta è quella appunto di gestire quei soldi in maniera adeguata per destinarli a due grossi problemi che si attanagliano sul nostro territorio quali la disoccupazione e l’emergenza abitativa.

Maria Baldares 

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Frequento il secondo anno in Scienze della Comunicazione e sogno di diventare una giornalista a tutti gli effetti. Sono sempre stata decisa a voler intraprendere questo tipo di carriera e ciò che ha contribuito a far coltivare questa passione è stato il quartiere in cui sono nata e crescita. Vivo a Secondigliano, inutile dirvi le difficoltà e i problemi che purtroppo esistono e persistono ma allo stesso tempo ci sono tante persone che fanno di tutto per cambiare le cose, io sono una tra queste. Spesso si guarda solo il negativo delle cose tralasciando l'altra parte della medaglia, quella positiva.

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