Napoli – Nasce alla fine del 2013 il progetto dell’Orchestra dei Quartieri Spagnoli. 

Quello dell’Orchestra nostrana è, in realtà, un progetto ispirato al venezuelano El Sistema, di cui l’ideatore fu l’ex ministro della cultura, Josè Antonio Abreu. Essa mira ad organizzare sistematicamente l’educazione musicale e a promuovere la pratica collettiva della musica attraverso orchestre sinfoniche e cori come mezzo di organizzazione e sviluppo della comunità.

L’idea di Abreu è stata poi ripresa qui con lo scopo di incanalare le energie di bambini e ragazzini del quartiere nella musica, con lo scopo di educare i giovani grazie e attraverso la musica e utilizzare questa anche per fronteggiare alcuni problemi sociali del quartiere. Tra questi soprattutto la dispersione scolastica e le possibili interazioni con la vita illegale.

Attraverso la musica, e tutta l’arte in generale, i fondatori dell’Orchestra dei Quartieri Spagnoli e gli insegnanti si impegnano a mostrare ai ragazzini che ne fanno parte (tra gli 8 e i 13 anni) un’alternativa, un’alternativa fatta di ritmo e note.

L’Orchestra è mossa da uno spirito tutto culturale e sociale che, spinto a perseguire tali obiettivi, si rivela a titolo completamente gratuito: sia per quanto riguarda la partecipazione a lezioni e attività, sia per quanto riguarda gli strumenti usati dai ragazzi, che vengono dati a questi in dotazione gratuitamente. Ormai diventata una piccola comunità fatta di musicisti, docenti, ragazzini e genitori, L’Orchestra tenta di sostentarsi autonomamente con la collaborazione dei partecipanti o attraverso iniziative musicali.

OrchestraOggi sono 42 i giovani musicisti che ne fanno parte: violini, viole, violoncelli, contrabbassi, percussioni, flauti, oboi, clarinetti, corni, trombe, tromboni e fagotti. Non manca nulla!

E varia e completa è anche la sperimentazione musicale in cui si cimentano i ragazzi durante le lezioni: body percussion (durante la prima parte i ragazzi suonano con il corpo seguendo lo spartito musicale); improvvisazione corale; giochi musicali; visione di video didattici e, infine, l’introduzione della metodologia della collaborative learning, secondo cui i bambini a turno fanno da insegnanti al resto del gruppo. Una modalità di mutuo aiuto al cui centro è appunto l’apprendimento collaborativo del gruppo.

Inoltre i ragazzi più grandi ricoprono il ruolo di insegnanti anche con la nascente Orchestra Baby, nella quale bambini più piccoli sono i loro allievi.

I corsi si tengono tre volte la settimana: il martedì i ragazzi sono seguiti dai maestri; il giovedì si suona insieme al proprio gruppo di strumento; il venerdì, invece, è il giorno della prova generale.

“Si lavora per favorire e integrare positivamente nel gruppo i bambini e i ragazzi in situazione di disagio, a recuperarne e potenziarne le competenze, a sviluppare attitudini ed abilità e a favorire le capacità di socializzazione e di cooperazione”.

Per rimanere aggiornati su attività e performance: http://www.osqs.it

Lucia Ciruzzi