È morto ieri a 77 anni l’attore britannico John Hurt, dopo una lunga battaglia combattuta con un cancro al pancreas. Hurt, nonostante la malattia, non aveva smesso di recitare.

Uno degli ultimi film in cui appare è Jackie, il film biografico su Jackie Kennedy per il quale Natalie Portman è candidata all’Oscar come migliore attrice protagonista.

Nella sua carriera ha lavorato a numerosi film ed opere teatrali: lo ricordiamo per il suo ruolo in Alien e la celebre sequenza del “parto” dell’alieno; è stato poi il venditore di bacchette Olivander nella saga Harry Potter, il cancelliere dittatore Adam Sutler in V per Vendetta, il protagonista in Orwell 1984, film basato sul romanzo dispotico di George Orwell.

Candidato due volte all’Oscar: la prima volta per Fuga di Mezzanotte, in cui interpreta il prigioniero tossicodipendente Max, ruolo per cui Hurt perse diversi chili e non si lavò per giorni, tanto che molti collaboratori evitarono di avvicinarglisi durante le riprese.

Ma il film più memorabile della sua carriera è senza dubbio The Elephant Man di David Lynch, per il quale Hurt fu candidato per la seconda volta all’Oscar.

Il film è basato sulla storia vera di Joseph Merrick, che divenne famoso nella Londra Vittoriana con l’appellativo offensivo di “l’uomo elefante”, a causa della sua enorme deformità, causata dalla Sindrome di Proteo.

“The Elephant Man”

Per interpretare il ruolo, l’attore britannico dovette sottoporsi ad estenuanti sedute di applicazione e rimozione del trucco.

The Elephant Man” è una toccante e attualissima parabola sui pregiudizi, il cui messaggio più profondo è quello di guardare “oltre” ogni apparenza perché “ Gli uomini hanno paura di ciò che non capiscono…” come ha affermato più di un secolo fa Joseph Merrick.

Tra i più celebri caratteristi inglesi nel mondo del cinema e del teatro, Hurt è stato nominato cavaliere dalla regina Elisabetta per “i meriti dovuti ai decennali servizi resi al settore cinematografico e quello delle arti teatrali”.

Lo salutiamo con una delle frasi più celebri tratta proprio da “The Elephant Man”.

«Mai, oh mai, niente morirà mai. L’acqua scorre, il vento soffia, la nuvola fugge, il cuore batte… Niente muore! »

Vanessa Vaia