La parola Carosello sicuramente susciterà nelle menti di molti la classica frase: “A letto dopo Carosello”.

Chi, anche se magari più giovane, non l’ha mai sentita?

Ebbene sessant’anni fa, il 3 febbraio del 1957, nasceva quello che oggi per i bambini è qualcosa di sconosciuto: Carosello, il primo spazio televisivo dedicato alla pubblicità.

In onda ogni sera alle 20.50 sul Programma Nazionale, che all’epoca era l’unico canale Rai, il programma aveva all’inizio una durata di dieci minuti con quattro “spot” della durata massima consentita di due minuti e quindici secondi, pari a sessantaquattro metri e venticinque centimetri di pellicola. Ogni spazio era venduto alle aziende a un milione e cinquecentomila lire.

Tutti i più grandi attori, registi, cantanti e disegnatori passarono per Carosello, che nel 1976, all’apice della popolarità, riusciva a inchiodare davanti alla tv diciannove milioni di telespettatori.

Per i nostalgici il debutto di Carosello sarà raccontato nella puntata de Il giorno e la Storia in onda venerdì 3 febbraio su Rai Storia subito dopo mezzanotte e in replica in varie fasce orarie fino alle 20.10.

L’ultimo “siparietto” risale a quarant’anni fa, ma per la Rai nulla può andare a finire nel dimenticatoio. E infatti nasce Ricordando Carosello, un programma in due puntate ideato e realizzato da Elisabetta De Toma con cui Radio 6 Teca vuole rendere omaggio a un vero e proprio cult della nostra televisione il 30 e 31 gennaio. Verranno tra l’altro riproposti alcuni brani della trasmissione radiofonica di Gregorio Paolini e Walter Veltroni del luglio 1982 dal titolo Gli anni nel cassetto, miti e ricordi degli anni 60: un tenero decennio.

I due autori, in un mix accattivante di ricostruzione storica e aneddotica, ripercorrono molti dei “raccontini” di circa tre minuti architettati per arrivare al fatidico “codino” pubblicitario di non più di trentacinque secondi in una formula tutta italiana ed un linguaggio mutuato dal cinema e affidato ai più celebri volti di teatro e tv.

Seguendo quelli che erano i canoni pubblicitari dell’epoca, solo nell’ultimo mezzo minuto si menzionava la marca del prodotto che si intendeva promuovere. I tre minuti precedenti erano un vero e proprio spettacolo diretto da registi famosi come Petri, Lattuada, Loy, i fratelli Taviani, Maselli, Antonioni, Olmi, Pasolini e molti altri.

In seguito si arrivò anche all’introduzione di vere e proprie animazioni, a volte persino sovrapposte all’utilizzo di attori e cantanti come avvenne nel caso di Rita Pavone. Geniali e indimenticabili tra i protagonisti animati di Carosello restano Caballero e Carmencita di Armando Testa, Calimero e la linea di Osvaldo Cavandoli.

Carosello è diventato, nel corso del tempo, persino un fenomeno di costume studiato nelle università. Ed ha anche introdotto e veicolato nuovi modi di dire che sono entrati a far parte della lingua parlata nella seconda metà del Novecento. Insomma una pietra miliare della nostra storia televisiva e culturale.

Ricordando Carosello sarà fruibile anche in streaming il 30 e il 31 gennaio alle 13.00 e in audio on demand a questo link e sulle radio DAB+ nelle zone già coperte dal segnale.

Enrica Leone