Il patrimonio archeologico dell’entroterra campano è una fonte inestimabile di conoscenza, che racchiude la storia, le tradizioni e la cultura passata, che si riflette sul presente. Grazie alle continue operazioni di scavo e restauro, le nuove scoperte sono sempre dietro l’angolo. Un tesoro di tale importanza ha bisogno non solo di essere tutelato ma soprattutto valorizzato, onde evitare che parte di esso vada perduto a causa dell’incuria. La valorizzazione dei siti archeologici campani e non solo, dovrebbe dunque essere una priorità.

Ogni nuovo ritrovamento archeologico suscita meraviglia e stupore: un pezzo del passato viene riportato alla luce del sole. È il caso della splendida Villa Rufolo, sita a Ravello, in provincia di Salerno: il restauratore Luigi Criscuolo, durante le recenti operazioni di pulitura delle due colonne che chiudono il Belvedere, ha ritrovato, sotto un manto di fitta vegetazione, dei resti di cotto e di tufo collocati sopra una fascia marcapiano.

È stata sottoposta alle dovute verifiche anche una piccola voragine collocata sulla parete di confine del Belvedere. Da ricordare che, precedentemente, i ritrovamenti sono stati davvero cospicui, a partire dai fregi, alle cisterne e persino ambienti interrati. La cupola, inoltre, è stata sottoposta a lavori d’impermeabilizzazione.

Attualmente la Fondazione Ravello, la Direzione della Villa Ruffolo e la Soprintendenza di Salerno stanno collaborando per i dovuti sopralluoghi. Per ora, si ipotizza che il muro al di fuori del Belvedere fosse parte integrante del corpo di fabbrica dell’intera struttura.

Valentina Coppola

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