7 dicembre 2002, Amsterdam. Il Van Gogh museum denuncia la misteriosa scomparsa di due opere del pittore olandese. La sicurezza del museo era stata elusa con un furto messo in atto con estrema precisione. “La congregazione lascia la chiesa riformata di Noenen” e la “Spiaggia di Scheveningen prima di una tempesta” erano sparite nella sorpresa generale.

Altrettanto eccezionale, però, è stata l’operazione della procura di Napoli, autrice di un fantastico ritrovamento. “È un giorno incredibile”, affermava Axel Ruger, direttore del museo Van Gogh. Quel tesoro da cento milioni di dollari, precedentemente nelle mani della camorra, è tornato alla luce. Dal 6 febbraio, le tele rubate saranno esposte al Museo di Capodimonte.

“Il direttore del museo Van Gogh Axel Rüger mi ripete che Capodimonte è il museo più bello d’Italia. Ringrazio il presidente Vincenzo De Luca che da subito ha creduto in questa mostra. Diremo che la Campania non è solo terra di camorra, ma anche di legalità e d’arte, è un grande segnale di riscatto”. Così Bellenger, direttore del museo di Capodimonte, presenta la mostra da tempo chiacchierata.

I due dipinti del riscatto appartengono entrambi al primo periodo dell’artista. Il primo in ordine cronologico è “La spiaggia”, realizzato durante la permanenza in una casa affacciata sul panorama rappresentato. L’altro rappresenta, invece, un primo piano sull’uscita della piccola chiesetta di un borgo olandese.

Dal nascondiglio di Castellammare di Stabia, nelle mani della camorra, passando per Amsterdam, i due dipinti tornano a Napoli, ma in buone mani. Non si tratta soltanto di un riscatto dal punto di vista economico, ma anche culturale. Le opere contengono in germe quello stile che sarebbe poi esploso nella “Notte Stellata” di Saint-Remy. Queste saranno esposte nella sala adiacente a quella dedicata a Caravaggio. Proprio il Merisi, assieme a Leonardo e Van Gogh, compone le tre grandi new entry degli ultimi mesi a Napoli.

Corrado Imbriani

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