In seguito alla recente tragedia la quale ha coinvolto l’inerme centro Italia, colpito da una serie di terremoti e valanghe, si è palesata la fragilità dell’Italia nell’affrontare vicissitudini di tale natura.

Una vicenda che con veemenza ha “preteso” da tutti coloro i quali si sono trovati coinvolti in questa situazione, gravi perdite e rinunce: quotidianità e vite. L’empatia, la comprensione e un aiuto concreto da parte dei cittadini impegnati nelle varie situazioni emergenziali ha influito sull’evolversi dell’accaduto nella speranza di renderlo meno tragico di quanto potesse essere.

Se da una parte si è vista una coesione di idee e di azioni, c’è l’altra faccia della medaglia contraddistinta da speculazione e disinformazione.

Mentre parte dell’Italia era impegnata nel capire come affrontare al meglio i tragici avvenimenti, il Movimento 5 Stelle ha scelto di fronteggiare l’accaduto da un punto di vista diverso, ovvero accusando e polemizzando in merito alla raccolta fondi della protezione civile tramite il numero solidale 45500.

I grillini, in una nota proveniente direttamente dal sito di Beppe Grillo, non si sono risparmiati nell’accusare il Governo di un uso improprio dei fondi stanziati per arginare le difficoltà. Infatti, il post afferma: «Di fronte a questa situazione drammatica gridano vendetta i dati che ci ha fornito la Ragioneria dello Stato sui trasferimenti contenuti nel Decreto terremoto del 2016 per le aree colpite dal sisma. Quei soldi fino ad ora sono arrivati ai ministeri competenti e sono già a disposizione della struttura commissariale, quella che dovrebbe iniziare a funzionare a febbraio. Per la fase emergenziale ancora non si è vista neppure una lira».

Inoltre: «Che la macchina dello Stato sia praticamente impantanata ce lo conferma anche il question time che abbiamo presentato oggi alla Camera, durante il quale la deputata Laura Castelli ha chiesto al governo come sono stati spesi i 28 milioni di euro in donazioni raccolti fino a questo momento dal Dipartimento della Protezione Civile per le popolazioni colpite dal terremoto. La risposta è che quei soldi, che avremmo potuto già utilizzare per aiutare gli sfollati e per le emergenze più impellenti, sono ancora fermi: si deve aspettare la chiusura della raccolta, prevista per il 29 gennaio perché così prevede il protocollo stipulato con le società di telefonia che raccolgono gli sms solidali.»

La notizia è divenuta subito virale sui social scaturendo dubbi, in merito all’effettivo scopo della raccolta dei fondi, e un velo di rabbia, motivato dall’incomprensione riguardo le intenzioni dello Stato nell’apporto di un aiuto alle regioni colpite dal sisma e dalle valanghe.

Nell’intento di mitigare i bollenti spiriti scaturiti dalla notizia/polemica lanciata dal Movimento 5 Stelle, la Protezione civile ha celermente diffuso un comunicato per controbattere queste informazioni errate e accusatorie:

«In riferimento alle nuove errate informazioni che circolano soprattutto sui social in merito all’utilizzo delle donazioni raccolte attraverso il numero 45500, si precisa che, come indicato anche nel Protocollo che ne disciplina il funzionamento, queste serviranno per supportare la ricostruzione dei territori colpiti. Per la fase di gestione dell’emergenza, infatti, sono destinate tutte le necessarie risorse attraverso i fondi pubblici. In particolare, in questa emergenza, come disposto dal decreto legge 189 convertito, le donazioni confluiranno nella contabilità speciale del Commissario straordinario alla ricostruzione e saranno gestite passando dal controllo di un Comitato dei Garanti, come prevede proprio il Protocollo. Saranno i territori a valutare, in raccordo con Regioni e Commissario e sulla base delle esigenze valutate nell’ambito del più complessivo piano della ricostruzione, a indicare su quali progetti destinarli.
Lo stesso vale per le somme raccolte attraverso il conto corrente aperto dal Dipartimento».

Una domanda sorge spontanea: allora, come funziona la raccolta fondi attraverso il numero solidale 45500?

Innanzitutto, bisogna ritornare all’anno 2016 e nello specifico al 24 agosto in occasione del sisma. Infatti, in quella circostanza venne attivata la prima volta il numero solidale 45500 per la raccolta fondi che fruttò circa 15 milioni per poi essere disattivato, in seguito, il 9 ottobre. Venne ripristinato il numero 45500 in seguito alle scosse avvenute alla fine di ottobre del 2016, facendo racimolare circa 4 milioni per poi essere nuovamente disattivato il 30 novembre. Infine, il numero solidale, ancora funzionante, è stato attivato il 31 dicembre 2016 e attualmente ha fatto percepire circa 29 milioni, depositati nella contabilità speciale intestata al commissario straordinario presso la Tesoreria dello Stato, per poi essere soppresso il 14 febbraio 2017.

Ma tutti questi soldi perché non vengono investiti per fronteggiare la situazione emergenziale?

La Protezione Civile, organo il quale ha avviato la raccolta e ha curato il corretto funzionamento, ,attraverso il decreto n. 189, ha istituito un protocollo d’intesa con la Rai e con tutti gli operatori telefonici aderenti senza scopo di lucro, ossia Tim, Vodafone, Wind, 3, Postemobile, Coopvoce, Infostrada, Fastweb, Tiscali, Twt, Cloud Italia, Uno Communication e Convergenze Spa, nella quale non è previsto l’uso dei fondi nelle fasi emergenziali, in quanto destinati alla ricostruzione dei territori colpiti successivamente dopo il termine della fase emergenziale. Inoltre il decreto prevede un Comitato dei Garanti, nominati dal capo della Protezione Civile e dai presidenti delle Regioni coinvolte, il quale ha il compito di esaminare le varie proposte dalle Regioni e dal Commissario per la Ricostruzione al fine di rimediare ai danni provocati dal sisma e dalle valanghe.

Come riporta l’Agenzia Di Stampa, Agi, i soldi donati da tutta l’Italia attraverso la raccolta fondi della Protezione Civile al numero 45500 non prevedono l’impiego in situazioni d’emergenza. Infatti, per ovviare alle varie situazioni emergenziali è previsto l’impiego di fondi pubblici direttamente stanziati dallo Stato.

Vincenzo Molinari

 

1 COMMENTO

  1. Ottimismo era una delle prerogative principali del mio carattere fino ad una ventina di anni fa !!!!!!!! Ha prepotentemente preso il posto dell’ottimismo la coerenza e la logica , e tutto mi si e schiarito in un botto. VIVIAMO IN UN MONDO DI incapaci politicanti ma CAPACI PROFITTATORI E VENDITORI DI PENTOLE, CHE HANNO UN SOLO SCOPO NELLA TESTA TENERSI IL POTERE E GESTIRE UNA MASSA DI DORMIENTI I QUALI SIAMO STATI PER TROPPI ANNI !!!!!!! IL COMA E ANCORA REVERSIBILE NE POSSIAMO USCIRE. L’OTTIMISMO USATO CON GENTE SIMILE PORTA ALLA RASSEGNAZIONE DOVE TUTTO CI APPARIRA’ COME SE FOSSE UNA REGOLA ORMAI IRREVERSIBILE. MA NON E’ COSI , E SOLO CHE DORMIAMO .

Comments are closed.