Guernica, il dipinto di Pablo Picasso realizzato per ricordare il bombardamento 26 aprile 1937, compie 80 anni: per questo motivo il Centro de Arte Reina Sofia di Madrid ha organizzato una mostra in onore del pittore spagnolo.

Era il 26 aprile 1937 quando il villaggio di Guernica fu bombardato dai nazisti durante la guerra civile spagnola. Il dipinto è stato il capolavoro di Picasso: comparso per la prima volta all’Esposizione Universale di Parigi nel 1937, il pittore spagnolo aveva cominciato a lavorarci nei primi mesi dello stesso anno, in quanto era stato incaricato dal governo repubblicano di creare un’opera che rappresentasse la Spagna dell’epoca. Picasso fu pagato profumatamente, circa 200.000.000 pesetas, ma espresse il desiderio di collocare il murale altrove e non in Spagna. Infatti, Guernica è tornata a Madrid soltanto nel 1982.

Nell’aprile del ’37 Guernica era rasa oramai al suolo: i nazisti avevano dichiarato di aver fatto un semplice esperimento di attacco terroristico. Picasso, turbato e scosso, aveva espresso la volontà di denunciare le atrocità belliche di quel periodo, e ha generato quella che oggi è diventata un’icona dell’arte contemporanea.

Il murale necessita di essere guardato da destra verso sinistra ed è realizzato secondo i precetti del cubismo. Dimensioni grandi ma spazi annullati, in quanto l’intento dell’artista era quello di far concentrare l’osservatore su ogni particolare della sua opera. Al centro è raffigurato un cavallo con la cui bocca è sagomata a forma di bomba: questo incarna il simbolo della violenza e della furia omicida. Al di sopra, è posta una semplice lampadina che crea contrasto con  l’ira rappresentata dal cavallo. Contrapposto all’equino, Picasso sceglie di raffigurare un toro, simbolo della Spagna offesa. La Spagna, e in particolare Madrid, è la patria della corrida, che è uno scontro leale tra l’uomo e un animale più forte di lui; il bombardamento aereo è visto quindi come un gesto vile. Infine, la fine del mondo, viene rappresentata da un braccio che tiene stretta tra le mani una spada, simbolo di scontro alla pari tra gli uomini. 

Pablo Picasso, Guernica, Madrid
Pablo Picasso, Guernica, Madrid

All’Esposizione Universale di Parigi, tutti furono davvero meravigliati: Picasso aveva messo insieme, nell’arco di circa due mesi, un’opera che raccontava gli orrori della guerra. Il suo intento era quindi quello di mettere insieme una serie di figure che allegoricamente, raccontavano quanto accaduto; infatti in Guernica si può notare anche la presenza di una madre che stringe tra le braccia il suo piccolo figlio morto e figure astratte che sono ovviamente terrorizzate. 

L’opera più famosa del maggior esponente dell’arte contemporanea è stata per anni conservata al Museum of Modern Art di New York, ed è tornata a Madrid solo nel 1982, ben nove anni dopo la morte di Pablo Picasso.

Oggi, Guernica compie ben 80 anni: il Centro de Arte Reina Sofia ha organizzato la mostra “Pietà e terrore in Picasso: la strada a Guernica”. L’esposizione, che resterà visitabile agli spagnoli e ai turisti di tutto il mondo dal 5 aprile fino al 4 settembre 2017, prevede non solo l’esibizione del capolavoro che celebra, ma anche la mostra di circa 150 opere di Picasso, ed è volta a mostrare i cambiamenti artistici, a partire dagli anni Venti agli anni Quaranta, di quello che oggi è l’emblema del genio pittorico contemporaneo.

Arianna Spezzaferro

 

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Arianna Spezzaferro, nata a Napoli il 12/04/1993, è laureata in Lettere Moderne e specializzanda in Filologia Moderna presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Amante della cultura umanistica, della filologia romanza e della lettura, aspira a diventare un'insegnante di Letteratura italiana, perché crede fermamente di poter trasmettere, in futuro, ai suoi alunni l'interesse vivo per tale disciplina. Attualmente scrive per Libero Pensiero News come coordinatrice della sezione Cultura.