Prima dell’ufficialità della nomina di Neil Gorsuch a giudice della Corte Suprema l’unica certezza era che la scelta del neo presidente Trump sarebbe coerentemente ricaduta su un nome che fosse comunque caratterizzato da una forte matrice conservatrice, in ideale continuità con il campione della destra Antonin Scalia, venuto a mancare nel 2016.

La nomina di Gorsuch cambia di fatto gli equilibri all’interno della massima istanza giudiziaria degli Stati Uniti, e sarà certamente osteggiata dai democratici durante la procedura per la conferma al Senato anche se, al momento, sono già sette i senatori democratici che si sono dichiarati contrari ad un filibuster (richiesta di un voto a maggioranza qualificata per la conferma di Gorsuch), alcuni dei quali provenienti da Stati che hanno votato in netta maggioranza per Trump a novembre e che quindi sono ad alto rischio alle prossime elezioni di mid-term.

Tuttavia, ben più attaccabili sarebbero stati gli altri due candidati in ballottaggio. Thomas Hardiman, 51 anni, giudice del Terzo Circuito delle Corti d’Appello dal 2007, nominato da George W. Bush, sostenitore del Secondo Emendamento, aveva probabilmente quale punto di maggiore debolezza quello di essere un collega della giudice Maryanne Trump Barry, la sorella del Presidente. Hardiman, come Gorsuch, in carriera non si è esposto più di tanto sulla questione spinosa dell’aborto.

Aborto, invece, che è stato definito “il peggior abominio della storia costituzionale” da uno degli altri favoriti: Bill Pryor. Personalità indipendente e imprevedibile, anch’egli giudice dell’Undicesimo Circuito delle Corti d’Appello, nominato sempre da George W. Bush, nel 2004. È stato Attourney General dell’Alabama dal 1997 al 2004, succedendo a Jeff Sessions, prossimo Ministro della Giustizia.

Neil Gorsuch è nato il 29 Agosto 1967 a Denver, in Colorado.

Si è laureato nel 1985 presso la Georgetown Preparatory School, ha anche conseguito un Bachelor of Arts alla Columbia University nel 1988. È stato compagno dell’ex Presidente Barack Obama, avendo frequentato Harvard prima di conseguire anche un dottorato di ricerca presso l’Università di Oxford, nel 2004.

Avvocato di professione, nel 2006 l’allora presidente George W. Bush lo nominò giudice di Corte d’Appello per il decimo circuito di Denver e fu confermato a voce senza obiezioni. Fautore, proprio come Scalia, al quale viene paragonato dai più, di un’interpretazione testuale ed originalista della Costituzione e delle leggi, è da sempre critico rispetto a qualsiasi forma di intervento dello Stato, ritenendo, peraltro, che l’apparato federale abbia acquisito negli anni troppo potere. Se sarà confermato, diverrà il più giovane giudice della Corte suprema Usa da oltre un quarto di secolo, e, trattandosi di una carica a vita, potrà lasciare il segno per decenni nella società americana.

Pur avendo posizioni liberal e libertarian, come quella sul Quarto Emendamento, oltre alle sue posizioni conservatrici su vari temi etici come il fine vita (ha scritto un libro contro l’eutanasia) e l’aborto, Gorsuch nel corso della sua carriera giudiziaria si è distinto per sentenze che avrebbero favorito le grandi aziende a scapito dei consumatori o dei singoli cittadini, soprattutto in arbitrati, cause di lavoro e licenziamento e diverse class-action. Tuttavia, secondo gli studiosi della Corte Suprema, Gorsuch è però quanto di più lontano da un fanatico, ed è di certo una scelta che accontenta destra moderata ed establishment del Partito Repubblicano, come confermato anche da un entusiasta Ted Cruz, che anche dopo la sconfitta alle primarie non ha risparmiato critiche al presidente:

“Che grande nomina! Una assoluta home-run da parte di Donald Trump. Trump aveva promesso un costituzionalista, e Gorsuch è proprio questo. Una persona che mostra grande rispetto per la legge e non un giudice che come altri cerca di legiferare dalle aule dei tribunali”.

Gennaro Dezio