PompeiTenetevi pronti! La casa dei “Casti Amanti” finalmente aperta al pubblico.

La Domus pompeiana, portata alla luce nel 1987, non è mai stata aperta al pubblico, salvo che per un breve periodo di otto mesi nel 2010.

L’epiteto che designa la casa nasce dalla presenza nella sala da pranzo di un affresco che riproduce una scena d’amore tra due amanti che si scambiano un puro ed innocente bacio.
Situata in una delle vie principali di Pompei, via dell’Abbondanza, decumano che collega il Foro all’Anfiteatro, la Domus si compone di un panificio industriale con grande forno, zone per la preparazione del pane, magazzini , punto vendita e due stalle, dove sono stati ritrovati gli scheletri di sei asini ed un mulo: gli animali venivano utilizzati per far girare le quattro macine del panificio e per trasportare il pane dentro e fuori città.

Per il  weekend degli innamorati, dall’ 11 al 14 febbraio, il direttore della soprintendenza degli scavi di Pompei, Massimo Osanna, ha deciso che vi sarà un’apertura straordinaria in occasione della festa di San Valentino. Grazie al cantiere dello scavo, realizzato nel 2010, composto da impalcature sospese, gli speciali visitatori avranno l’occasione di provare l’incredibile emozione della scoperta archeologica.
In realtà oggetto della visita sarà un intero isolato che comprende la Casa-panificio dei Casti amanti, la Casa del Primo Cenacolo colonnato, quella del Secondo Cenacolo, due botteghe e la Casa dei Pittori a Lavoro. Sarà possibile visitare il complesso a gruppo di venti persone, con ingresso su via dell’Abbondanza.

Insula dei Casti Amanti

Le belle notizie non sono finite però. Giovedì 9 febbraio a Pompei arriveranno il Ministro Beni e della attività culturali Dario Franceschini e la commissaria europea per gli Affari regionali, Corina Cretu, che ha la supervisione sul Grande progetto Pompei, il piano dal 105 milioni di euro cofinanziato dall’Ue.

A questi verrà presentato il progetto di restauro da 10 milioni di euro, con data di riapertura al pubblico nel 2020. Il bando di gara sarà pubblicato a marzo, mentre i lavori inizieranno poi nel periodo ottobre – novembre. In modo particolare, attraverso i lavori di restauro vi è l’intenzione di eliminare del tutto le impalcature ed i tubi che si poggiano su pavimenti antichi e sul terreno.

L’architetto Michele Granatiero dell’Unità Grande progetto e responsabile unico del procedimento ha pertanto spiegato che verrà ad essere realizzata “un’unica campata di copertura” – e continua – “In ciascuno dei due vicoli che delimitano l’isolato saranno posizionati, previo saggi archeologici, sei pali per reggere la struttura reticolare con copertura in alluminio, con vetro in corrispondenza delle cinque aree scoperte. Ma prima di smontare i puntelli esistenti, vanno messe in sicurezza le murature e realizzati scavi per completare i percorsi”.

Si tratterà, quindi, di un’opera preposta a far si che i visitatori possano entrare nel vivo di uno scavo e partecipare al lavoro dei ricercatori.

Maria Luisa Allocca