Risale a questa mattina la scoperta del furto di 2000 carte d’identità al comune di Portici.

Il furto è avvenuto presumibilmente questa notte. Insieme alle carte d’identità vi erano altri documenti e una cifra in contanti. Il materiale era custodito in una cassaforte, che è stata ritrovata divisa a metà da una fiamma ossidrica. A denunciare l’accaduto sono stati alcuni impiegati del comune. Sul posto sono presenti polizia e carabinieri.

Carte d'identità furto
carabinieri

Si tratta di un furto ben organizzato per via degli attrezzi usati e il tipo di refurtiva sottratta dai malviventi.

Il furto di carte d’identità avvenuto questa notte presso il comune di Portici non è un caso isolato.

Agli inizi di dicembre, nel comune di Campobasso, sono state rubate 1000 carte d’identità. Anche in questo caso la cassaforte era stata aperta per mezzo dell’utilizzo di una fiamma ossidrica. Furti simili sono avvenuti anche al confine tra Campania e Puglia.

Esiste un vero e proprio mercato nero di carte d’identità, dove il prezzo finale di una di queste può arrivare anche ai 100 euro.

Carte d'identità furto
carta d’identità

Una situazione simile si verificò nel 2014, quando comandi dei carabinieri di Lecce, Napoli e Caserta eseguirono un’ordinanza di custodia cautelare con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al furto di armi e documenti d’identità detenzione e porto abusivo di armi, ricettazione, contrabbando di sigarette ed altro.  Vennero arrestate 20 persone.

L’indagine prese il nome di operazione “Bingo”, e venne avviata a seguito di un furto avvenuto a Gallipoli, nel luglio del 2014. Vennero rubate 12 pistole, 200 cartucce e 1050 carte d’identità.

Gli indagati per questi furti facevano parte di un gruppo criminale, con base a Melito di Napoli, specializzato, appunto, nei furti di documenti d’identità presso gli uffici comunali. Molti documenti d’identità ritenuti rubati, sono stati trovati poi in possesso di cittadini siriani, albanesi, palestinesi, iraniani ed afghani fermati in Italia ed in varie nazioni europee.

Andrea Chiara Petrone