A Sant’Antimo si andrà al voto in primavera. Ancora non si delinea l’intera schiera dei papabili alla carica di sindaco, tuttavia nelle scorse settimane alcuni cittadini hanno ufficializzato la propria candidatura. Ai candidati CDU e PD, rispettivamente Pedata e Russo, si affianca il nome di Giuseppe Italia per l’associazione Agorà. Lo abbiamo intervistato:

A Sant’Antimo siamo reduci da due mandati del governo Piemonte, nell’ultimo dei quali sei stato eletto consigliere di opposizione con Idv. Dopo poco tempo, nel 2013, nasce il gruppo Agorà – Lavoro, Partecipazione e Libertà (di cui sei segretario), che da anni si contraddistingue sul territorio con le sue attività e il suo lavoro in consiglio comunale, con mozioni e interrogazioni. Chi è Agorà, e chi è Giuseppe Italia?

“Agorà è quel luogo dove si incontrano molti cittadini santantimesi, per denunciare i problemi del paese e soprattutto per fare proposte. Agorà è quel luogo dove ci si riunisce almeno due volte alla settimana, da 4 anni, per analizzare il nostro territorio, le istanze popolari, le sue criticità e soprattutto le sue opportunità.
Sant’Antimo ha imparato ad apprezzare il lavoro svolto da Agorà. Abbiamo fatto della nostra presenza costante su tutto il territorio la nostra bandiera; abbiamo lottato al fianco dei cittadini ogni volta che ve ne fosse stato bisogno e non ci siamo mai (sottolinea più volte) tirati indietro di fronte a ogni battaglia.

Peppe Italia è un avvocato, con la passione per la politica e tanti anni di gavetta. Nel 2012 mi ritrovai candidato a Sindaco per l’IDV grazie alla sintesi operata dai miei compagni di partito. Considerato il panorama dell’epoca (e i miei soli 28 anni), fu un successo. E proprio grazie a quella manifestazione di consensi ho sentito il dovere di rappresentare a fondo il mio mandato, impegnandomi sempre più per la costruzione di una partecipazione più attiva da parte della cittadinanza. In consiglio comunale sono stato promotore di moltissime mozioni, interrogazioni e interpellanze, stabilendo un vero e proprio record di produttività come consigliere. Il mio metodo è sempre stato quello di ascoltare i cittadini, parlare con la gente, comprenderne le difficoltà e poi portarle dentro l’aula consiliare. Insomma, per me la politica è vita. E non si vive se non lo si fa con gli altri, animati dal calore popolare: questo voglio rappresentare.”

Hai concorso alla carica di sindaco nel 2012: cosa è cambiato dall’ultima volta?

“Rispetto al 2012 tutto è peggiorato, perché sono passati altri 5 anni di pessima amministrazione. Nella solitudine più totale, con coraggio, e mossi dal sentimento di dignità che ci accompagna nella politica abbiamo avuto l’opportunità di portare tante istanze in consiglio comunale. Siamo molto più consapevoli e maturi di prima; adesso ci sentiamo ancora più pronti per affrontare una battaglia elettorale che segnerà il riscatto di Sant’Antimo.”

Su cosa intendi puntare per il rilancio di Sant’Antimo?

“Il pessimo stato in cui versa Sant’Antimo è evidente a tutti. Abbiamo in mente di realizzare un programma laborioso, che consta di un insieme di proposte semplici, facilmente realizzabili e a costo zero, con la possibilità di ricevere finanziamenti da organismi superiori come regione e UE. Si baserà su una linea culturale precisa, vale a dire generare tantissimi piccoli posti di lavoro, dando in gestione ad associazioni gli spazi pubblici e facendo in modo che tutto possa essere gestito dal comune e per il comune.
Sarà fondamentale per noi avvicinare Sant’Antimo alla città di Napoli, rivalutare il nostro territorio sfruttandone alcuni punti di forza, partendo da una comoda posizione geografica, per arrivare al ruolo che rivestono nomi – come quello di Nicola Romeo ad esempio – nell’ambito del nostro passato, o ai nostri spazi verdi abbandonati (bosco di Capezza).”

Sappiamo che sarai uno dei candidati a sindaco della lista DeMa nella provincia di Napoli. Il sindaco di Napoli ha spiegato che sarà un movimento “completamente diverso da tutti i partiti conosciuti fino ad ora dal Novecento”. Esattamente, cosa ti ha spinto ad accettare questo ruolo?

“A mio avviso ricorderò il 2 febbraio, quando DeMa si è proclamata come movimento politico a tutti gli effetti (e quindi con uno statuto e una segreteria), come un momento storico. Ho avuto l’onore di esprimere la mia opinione davanti ai presenti alla Domus Ars, a cui ho ribadito che accettare quest’opportunità ha significato per noi (me e i miei compagni di associazione) aver trovato una casa. Un contenitore comune dove per la prima volta, a difendere il nostro territorio e a sporcarci le mani in prima linea, non ci siamo sentiti soli.”

Da candidato sindaco e da cittadino comune, come vedi in questo momento la tua città?

“Da cittadino comune, se volessi omologare il mio pensiero a quello degli altri dovrei dire di trovarmi in una cittadina disastrata, senza servizi, con pochissimi luoghi dove attuare il commercio. Un paese completamente disorganizzato.
Invece, da candidato, vi dico che vedo un paese che ha grandi opportunità. Sognare è possibile, sognare il nostro cambiamento è un dovere.”

Un appello agli elettori.

“La cosa più preziosa che abbiamo è il tempo. Negli ultimi anni ne è stato sprecato fin troppo, tanto da lasciare il nostro paese un decennio indietro. Il mio appello è quello di considerare queste elezioni come l’unica vera grande opportunità per riprenderci ciò che ci è stato tolto, in primis il tempo. Per aprire le porte a un nuovo modo di vivere Sant’Antimo, a un nuovo modo di vivere se stessi in questa città.”

Nicola Puca

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Studio Ingegneria Aerospaziale alla Seconda Università degli Studi di Napoli. Sostengo la politica giovanile e comunale insieme agli amici di Agorà-Lavoro, Partecipazione e Libertà; scrivo per passione, per la necessità di leggermi e di imparare dai miei errori. Sono un alfista senza un’Alfa, un seriofilo senza DVD, un Jedi senza una spada laser.