Valeria Valente, deputata del Pd e candidata alle amministrative del giugno scorso, sarà ascoltata dalla Procura di Napoli mercoledì 8 febbraio, nell’ambito dell’inchiesta sui “candidati inconsapevoli” nella lista Napoli Vale – Valeria Valente Sindaco.

La Procura aveva deciso a fine gennaio di aprire un fascicolo su di una vicenda emersa in quei giorni: una ragazza disabile aveva denunciato di essersi ritrovata candidata a sua insaputa nella lista citata. A rivelarglielo una notifica della Corte di Appello di Napoli, richiedente il rendiconto puntuale delle spese e dei contributi della sua campagna elettorale.

La denuncia della ragazza e della sua famiglia aveva portato alla luce anche altri casi simili. Già dall’Ufficio Elettorale, infatti, avevano rivelato che erano arrivati altri sette, otto disabili, anche una ragazza in carrozzella, tutti candidati a loro insaputa. Qualche giorno dopo, poi, l’avvocato Donatella Biondi, aveva dichiarato di aver vissuto una storia simile, decidendo di raccontarla a Il Mattino.

L’avvocato, ricevuta la stessa notifica della giovane Federica, aveva pensato di contattare la segreteria della Valente. Dopo vari tentativi le avevano concesso un incontro in piazza Municipio dove, racconta la donna, le si era presentato un uomo con il cappellino in testa e gli occhiali scuri che voleva farle firmare un modulo pre-compilato.

“Nessun misteroreplica la  Valente – quella persona era Gennaro Mola, compagno della deputata e suo collaboratore. “L’incontro è avvenuto di giorno a piazza Municipio, un luogo pubblico affollato, di fronte a Palazzo San Giacomo, dove Gennaro è stato consigliere e assessore per dieci anni: difficile trovare lì davanti qualcuno che non lo conosca e tantomeno pensare che in quel contesto possa muoversi in una condizione di anonimato. L’avvocato ha esposto a Gennaro il problema di essere candidata inconsapevole. Lui le ha detto che avrebbe cercato di raccogliere informazioni per aiutarla e che, nel caso, gliele avrebbe comunicate. Da allora non l’ha più sentita”.

Nel rispondere all’avvocato la Valente aveva anche commentato proprio l’apertura dell’indagine da parte della Procura, dicendosene contenta e ribadendo di essere una delle vittime inconsapevoli, parte lesa della vicenda.

“Confido molto nel lavoro della magistratura per accertare la verità”, diceva lo scorso 2 febbraio la deputata. L’8 potrà contribuire a tali accertamenti con la propria testimonianza come “persona informata sui fatti”.

Desire Rosaria Nacarlo

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