Il 7 febbraio, a partire da quest’anno, sarà una data che si tingerà di blu. Blu come il colore che rappresenta la giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo. L’iniziativa, incoraggiata dal Ministero dell’Istruzione, ha preso il nome di “Un Nodo Blu – le scuole unite contro il bullismo”.

La stessa data rappresenta anche, da ben XIV edizioni, il Safer Internet Day ovvero la giornata mondiale per la Sicurezza in Rete che coinvolge 100 paesi nel mondo, istituita dalla Commissione Europea. Dal nord al sud, le scuole della penisola nostrana hanno partecipato attivamente per dare un reale significato alla giornata. Flash mob, fiocchi blu e un piccolo intervento in prima serata durante il festival di Sanremo hanno caratterizzato l’intera giornata.

Ma tutte queste componenti rimangono fine a se stesse, se non vi è un coinvolgimento diretto con i più giovani per indirizzarli ad un uso consapevole delle tecnologie. Alcune scuole della Campania hanno infatti aderito alla Rete Nazionale contro la Discriminazione, il Bullismo e il Cyberbullismo promossa dal Miur e dall’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazione Razziale).

Sono una serie di incontri formativi rivolti agli studenti grazie all’intervento dei volontari di Arcigay Napoli e Arcigay Vesuvio Rainbow. I rappresentanti dell’Arcigay sono soliti mandare messaggi positivi ai giovani, come dimostrano anche gli incontri organizzati in occasione del Giorno della Memoria.

“La finalità primaria dei percorsi è la prevenzione delle discriminazioni attraverso lo sviluppo, nei discenti, di un atteggiamento di rispetto per le persone dai differenti orientamenti sessuali e affettivi”, scrive l’associazione in una nota. “Gli studenti saranno guidati a sviluppare le capacità di riconoscere e valorizzare le differenze dell’essere uomini e donne come risorsa fondamentale nella crescita individuale, sociale e culturale della società”.

L’associazione Arcigay, inoltre, si complimenta anche del corpo docenti che ha approvato da subito l’iniziativa: “Dirigenti delle suddette scuole e ai docenti referenti dei percorsi, è doveroso riconoscere il merito di aver sapientemente intercettato una verificabile urgenza formativa degli adolescenti, cogliendo altresì il senso profondo ed autentico di una scuola che sia luogo fondamentale in cui narrare ed esperire il rispetto di ogni identità”.

Maria Baldares 

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Frequento il secondo anno in Scienze della Comunicazione e sogno di diventare una giornalista a tutti gli effetti. Sono sempre stata decisa a voler intraprendere questo tipo di carriera e ciò che ha contribuito a far coltivare questa passione è stato il quartiere in cui sono nata e crescita. Vivo a Secondigliano, inutile dirvi le difficoltà e i problemi che purtroppo esistono e persistono ma allo stesso tempo ci sono tante persone che fanno di tutto per cambiare le cose, io sono una tra queste. Spesso si guarda solo il negativo delle cose tralasciando l'altra parte della medaglia, quella positiva.