All’Ex Opg ci si organizza per portare avanti le attività inaugurate l’anno scorso e per raggiungere nuovi obiettivi. L’8 febbraio si è tenuto un incontro per discutere sul da farsi in materia di lavoro nero.

Durante il 2016 i ragazzi dell’Ex Opg si erano occupati di tale problematica sotto tantissimi aspetti, ad esempio aprendo uno sportello di consulenza legale gratuito (aperto ogni mercoledì, dalle 18) per tutti i lavoratori che ne avessero avuto bisogno o, ancora, redigendo una piccola guida per tutti quei lavoratori “a nero” o “grigio” (come la stessa guida spiega, i contratti di lavoro grigio sono effettivamente contratti, ma essi non riportano le reali condizioni del lavoratore assunto, spesso comportando una paga riconosciuta inferiore a quella legalmente dovuta) che volessero agire legalmente per regolarizzare la propria situazione.

Ex Opg iniziativa lavoro nero
Ex Opg iniziativa lavoro nero

A parlarci dell’iniziativa dell’8 e di come essa sia andata a inserirsi nel panorama già ampio delle attività dell’Opg in materia, è stata Federica:

L’anno scorso abbiamo raccolto delle segnalazioni e le abbiamo portate all’Ispettorato del Lavoro facendo una denuncia anonima, quindi tramite l’associazione, facendo una segnalazione dei posti in cui si lavorava a nero. Ciò per tutelare i lavoratori che ci avevano fatto la segnalazione stessa. Di solito, infatti, la denuncia viene fatta con nome e cognome del lavoratore ma, ovviamente, se si lavora ancora in quel posto si sarebbe potuta creare una una situazione un po’ spiacevole.

La nostra prerogativa invece era tutelare il lavoratore, metterlo meno al rischio possibile. Così è stato, anche se facendo la denuncia per conto di terzi gli stessi ispettori all’Ispettorato di Napoli non sapevano bene come muoversi, perché era la prima volta che succedeva. Infatti, di solito, anche quando la denuncia parte dal sindacato è fatta comunque come denuncia nominativa del lavoratore.

Il discorso con l’Ispettorato ce lo aspettavamo più lungo, però abbiamo fatto molta pressione, nel senso che andavamo proprio ogni settimana a vedere queste pratiche che fine avessero fatto, se erano pronti per fare controlli e così via. Abbiamo inaugurato un po’ il controllo popolare, insomma e abbiamo saputo che, dopo 3-4 settimane forse, i controlli erano stati fatti ed erano stati messi in atto delle sanzioni per alcuni esercizi commerciali mentre, in un altro caso, erano stati regolarizzati i lavoratori.

Abbiamo voluto riprendere la campagna iniziata già l’anno scorso e farla partire fin da subito dopo l’assemblea, con gli stessi strumenti e le stesse modalità, cercando di investire quanti più ambiti possibile sul piano cittadino. Il problema, infatti, non è individuale, del singolo lavoratore. La vera sfida è quella di portare il problema, al livello di città, a tutti i lavoratori, anche quelli che non sono a nero e cercare di costruire un fronte e quanto più largo possibile.

Quindi l’8 abbiamo fatto questa iniziativa per organizzarci un attimo e tirare un le fila, per vedere quante persone potevano e avevano voglia di lavorare su questa questione. Poi ci siamo organizzati tecnicamente sulle prossime cose da fare.

Come primo evento pubblico abbiamo, giovedì a Piazza Bellini, alle 18.30, lo sportello legale itinerante. In pratica andremo con gli avvocati del nostro sportello legale a fare volantinaggio e così potremo raccogliere direttamente in strada le prime segnalazioni e fare le prime consulenze. Faremo questo per un po’ di settimane, fino a quando non avremo raccolto abbastanza materiale per tornare all’Ispettorato.

Più avanti bisognerebbe anche capire come intervenire a livello istituzionale e normativo. Dovremmo trovare il modo di comunicare con gli organi preposti, almeno dell’amministrazione comunale.

L’iniziativa di ieri è stata molto partecipata, non solo dai lavoratori in nero o grigio: c’erano migranti, giovani disoccupati. Già questo è stato un ottimo segnale, ma noi puntiamo a diventare ancora di più e se riuscissimo ad ottenere un po’ di forza in più, anche solo dal punto di vista mediatico e comunicativo, allora magari i proprietari dei locali, degli esercizi commerciali il problema se lo comincerebbero a porre in maniera più pressante”.

Federica, insomma, conferma l’intenzione dell’Opg di non fermarsi ma, anzi, di incrementare l’impegno contro il lavoro nero, a tutela di chi viene attraverso esso sfruttato.

Il messaggio dei ragazzi è chiaro: non arrendiamoci.

Non arrendiamoci a una crisi economica che sembra autoalimentarsi; non arrendiamoci a una società che pare non dar peso al fatto che siano i giovani i primi a “pagarne lo scotto”; non arrendiamoci a chi ci sfrutta approfittando della nostra disperazione e, soprattutto, non arrendiamoci alla disperazione stessa.

Avere bisogno di lavorare non vuol dire dover accettare tutto, persino rinunciare ai propri diritti. È questo che vogliono dirci dall’Opg.

Desire Rosaria Nacarlo