La sfida tra Napoli Real Madrid è ormai alle porte, e l’attesa per il calcio d’inizio si fa sempre più trepidante. Una partita che in Champions League manca dal 30 settembre 1987, quando il Real di Butragueño si impose su Maradona e compagni con il risultato di 2-0. Gli azzurri arrivano al Bernabeu con lo sfavore del pronostico, che pende totalmente dalla parte dei campioni in carica, sia per storia che per qualità dei giocatori in campo. Analizzando però nel dettaglio la situazione in casa delle Merengues il risultato non sembra così scontato.

Partiamo dai punti di forza: sulla carta, analizzando singolarmente ogni giocatore, l’11 titolare del Real sembra essere nettamente superiore a quello del Napoli, potendo fare affidamento in difesa su giocatori come Sergio Ramos, leader del reparto arretrato anche della nazionale Spagnola, e Marcelo, probabilmente uno dei migliori (se non il migliore) terzini mancini attualmente in circolazione; a centrocampo su due campioni assoluti come KroosModric ed in attacco su colui che sarà ovviamente il pericolo numero 1 per la difesa azzurra, ovvero Cristiano Ronaldo. Non solo superiorità dei singoli, ma anche una fase offensiva pericolosissima, con molti uomini portati in avanti, le sovrapposizioni continue di Marcelo e Carvajal, la sapiente regia dei due cervelli di centrocampo e giocatori del calibro di CR7 e Benzema in grado di trovare sempre la porta ad ogni conclusione. Altro punto di forza sono i calci piazzati, sia quelli indiretti, con Ramos (già 8 gol in stagione) e Ronaldo a farla da padroni in area, che quelli diretti, grazie all’enorme qualità dei tiratori in maglia bianca.

Preso così, il Madrid sembra essere una macchina perfetta, in grado di liberarsi agevolmente di ogni avversario, ma la realtà dei fatti è ben diversa. Le Merengues sono infatti nella loro stagione peggiore da qualche anno a questa parte ed il loro vantaggio nella Liga sul Barcellona è dato soprattutto per demeriti dei blaugrana. Il passaggio del turno in seconda posizione è infatti solo uno dei tanti campanelli che dimostrano come il Real non sia una corazzata invincibile. La forma fisica dei giocatori non è delle migliori: Gareth Bale è ancora infortunato e potrebbe tornare solo per la sfida di ritorno al S. Paolo. Marcelo e Modric sono appena rientrati dai loro infortuni. Carvajal non è al 100% e l’infortunio di Danilo non lascia che il solo Nacho come alternativa “adattata”. In più, lo stesso Cristiano Ronaldo è forse alla sua peggior stagione in maglia bianca, con “soli” 21 gol in 26 presenze. La fase difensiva è ai suoi minimi storici: difesa e centrocampo sono spesso scollati tra di loro, anche con la presenza di un mediano di ruolo come Casemiro, gli esterni offensivi spesso e volentieri non tornano ed il risultato è di una squadra che solo in 8 partite su 35 non ha subito gol. Anche nell’ultima sfida di campionato, contro il fanalino di coda Osasuna, il Real ha sofferto più del dovuto, risolvendo la partita solo grazie alle qualità dei singoli e subendo un gol molto banale in ripartenza, nonostante fosse schierato con la difesa a 3, anziché con la solita difesa a 4. Proprio su una di quelle ripartenze che sono tanto care alla squadra di Sarri, che si esalta in queste situazioni.

Dopo l’esperimento 3-4-1-2 fallito sia con l’Osasuna che con il Siviglia, è auspicabile che Zidane schieri la sua squadra con il classico 4-3-3, con Navas tra i pali; Marcelo, Ramos, Pepe e Carvajal in difesa; Modric, Kroos e Casemiro a centrocampo; Ronaldo, Benzema e Vazquez/Isco in attacco. Il miglior Napoli della stagione si prepara quindi ad affrontare il peggiore Real Madrid degli ultimi tempi, consapevole di avere ogni pronostico a suo sfavore ma di poter contare su un gioco tra i migliori d’Europa ed in grado di mettere in difficoltà anche una superpotenza come le Merengues.

Andrea Esposito

fonte immagine in evidenza: elmundodeportivo24.com