Mal’essere è sicuramente tra le riscritture più singolari dell’Amleto di Shakespeare.

Affidata alla penna dei rappers partenopei O’Iank e Sir Fernandez (Fuossera), Joel, ShaOne, OpRot, Capatosta e messa in scena con la regia di Davide Iodice, la tragedia shakespeariana — tra i drammi più rappresentati al mondo — è, in quest’occasione, immersa nella realtà della Napoli contemporanea, con l’intento di portare alla luce i contrasti e i dilemmi che caratterizzano i nuovi Amleto.

Mal’essere è andato in scena al Teatro San Ferdinando dal1 al 12 febbraio 2017. Gianni De Lisa (O’Iank) parla a Libero Pensiero di questa rappresentazione:

Cos’è Mal’essere e chi sono gli Amleto oggi?

Mal’essere ha una doppia valenza: il disagio che può vivere chiunque e la rappresentazione della persona cattiva che fondamentalmente ne è una conseguenza. La cattiveria e la violenza sono scaturite dai percorsi di vita segnati da eventi che indirizzano verso il male. Gli Amleto di oggi siamo un po’ tutti: la società odierna fa crescere sempre di più il dubbio su cosa sia giusto o sbagliato, il web ha amplificato le insicurezze delle persone, miliardi di idee contrastanti, la connessione continua, la paura di essere sul percorso sbagliato, siamo sotto pressione e costantemente in lotta con noi stessi.

Con questa produzione la voce della strada è entrata nel teatro: com’è nato questo connubio e cosa rappresenta?

In questi anni ho cercato con la musica di andare oltre l’etichetta del “rap di strada”, mi metto alla prova continuamente e cerco di far uscire fuori ciò che vivo quotidianamente: l’essere inquieto, l’essere felice, la rabbia, il dissenso, la voglia di aprirmi all’amore, verso un’altra persona o verso se stessi. Quindi Mal’essere è arrivato nel momento giusto. Davide Iodice mi ha proposto di riscrivere il primo atto e ho subito accettato – come dice lui – “prima con gli occhi che con la parola”. Ci siamo confrontati su chi, tra gli MC’s della scena campana, potesse prendere parte a questo progetto e, da lì, è andato avanti tutto in maniera spontanea e viscerale.

Com’è stato riscrivere il dramma shakespeariano?

Io e Sir Fernandez non ci siamo organizzati su come dividerci la scrittura: in maniera spontanea io ho riscritto il monologo di Amleto e lui il primo discorso del Re Claudio. L’ambientazione del dramma di Shakespeare è perfetta per il nostro modo di scrivere, abbiamo provato a portare la situazione del dramma al giorno d’oggi, descrivendola attraverso il nostro modo di scrivere “Poesia Cruda”, che non è solo il fotografare le realtà difficili dei quartieri o iconizzare le figure violente — come qualche giornalista ha scritto in passato — Poesia Cruda è il vomito dell’anima, è un mondo vasto ed ognuno di noi ha costruito il proprio continente. Lo sfogo di Amleto nel momento in cui conosce l’omicidio commesso dallo zio ai danni del padre è il picco massimo che ho raggiunto personalmente, c’è tutto me stesso in quel monologo e Luigi Credendino (attore) lo ha interpretato alla perfezione. Abbiamo rispettato l’opera di Shakespeare rendendola anche nostra.

Parlando di musica, secondo te, qual è lo stato dell’arte del rap partenopeo?

Il Rap Napoletano ha avuto tante metamorfosi e, attualmente, per me ci sono pochi artisti che mettono l’anima in quello che scrivono. Il web per molti ragazzi è deleterio, si nutrono con troppo cibo spazzatura. Mentre altri continuano a mettere l’anima in ciò che fanno avendo, fortunatamente, anche grandi riscontri; quindi c’è la speranza che le cose migliorino.

Oltre il teatro, quali sono i progetti futuri?

Finita questa stagione con la compagnia di Mal’essere, devo concentrarmi sul nuovo disco Fuossera, di cui è uscito il primo singolo il 20 Gennaio con un featuring di Raiz (Almamegretta). Ne uscirà un altro a breve e poi fuori l’album con 16 tracce inedite, nel frattempo sto raccogliendo beats, idee e testi per il mio album da solista e speriamo che questa sia la volta buona. 

Suania Acampa