C’è una grandissima novità editoriale per RaiTre.

Da domenica 19 febbraio, subito dopo Che fuori tempo che fa, parte I ragazzi del Bambino Gesù. Dieci puntate alle 22.50. 

Nell’età in cui ad avere il sopravvento dovrebbero essere la spensieratezza, il divertimento e l’allegria ci sono bambini e adolescenti a cui vengono diagnosticate malattie gravi. Inevitabilmente la loro vita e quella delle loro famiglie cambia in maniera radicale perché si è impreparati a un incontro improvviso con la malattia. La disperazione, la rabbia e a volte la frustrazione possono avere la meglio. Questi ragazzi molto spesso sono costretti a vivere segregati in ospedale, perdendo la quotidianità della propria casa. Uno di essi è il Bambino Gesù per l’appunto.

Rai Tre è entrata in questa struttura e ha deciso di sperimentare il servizio pubblico in questo modo, con il documentario I ragazzi del Bambino Gesù. È la prima volta che il Bambino Gesù di Roma prende parte ad un progetto simile. La struttura è l’ospedale pediatrico più importante d’Europa. Ogni anno accoglie circa centomila pazienti da ogni parte d’Italia, e con questo documentario apre le porte mostrando la quotidianità di dieci giovani gravemente malati, delle loro famiglie, dello staff medico, in un intenso e autentico viaggio alla ricerca della guarigione.

I dieci protagonisti di questo viaggio, e che sono stati seguiti per un intero anno, sono: Roberto, Klizia, Annachiara, Flavio, Giulia, Caterina, Sabrina, Simone, Alessia e Sara. Sono loro i ragazzi del Bambino Gesù che, nonostante la diagnosi di una malattia terribile, custodiscono la spontaneità, i sogni e i desideri della loro età.

In una nota informativa emessa dall’ufficio stampa della rai e congiuntamente dall’ospedale stesso si vuole sottolineare che: l’Ospedale Bambino Gesù affiancherà alla messa in onda delle puntate un’attività di comunicazione online con l’obiettivo di fornire una corretta e tempestiva informazione sanitaria agli utenti, collegata ai temi affrontati in ogni serata. All’indomani di ogni puntata verrà attivata sulla pagina Facebook dell’Ospedale una diretta video con un pediatra e uno specialista per rispondere alle eventuali domande del pubblico sulle questioni sanitarie emerse dal racconto.

Inoltre, sul portale www.ospedalepediatricobambinogesu.net verranno pubblicati articoli sanitari e informazioni di servizio per le famiglie rispetto alle patologie o alle questioni affrontate in ogni puntata. I contenuti verranno anche condivisi attraverso i canali social dell’Ospedale. Una selezione di questi contenuti sanitari verrà raccolta e pubblicata nel magazine digitale “A Scuola di Salute”, realizzato dall’Istituto per la Salute del Bambino Gesù per genitori e insegnanti, che dedicherà un numero speciale a ogni puntata del documentario.

Enrica Leone

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Mi chiamo Enrica Leone, sono nata a Lecco. Diplomata con maturità scientifica, ho intrapreso la carriera universitaria presso la facoltà di Giurisprudenza. Entusiasmo, iniziativa e dinamismo mi hanno da sempre spinto ad andare avanti nel lavoro così come nello studio. Adoro scrivere e questa passione mi ha portata ad intraprendere avventure di ogni genere per poter portare a casa interviste ed acquisire il giusto grado di esperienza, per rendere i miei articoli ancora più miei. Una passione che mi ha portata a pubblicare pochi mesi fa il mio primo romanzo: Basta avere coraggio, presso la casa editrice Arduino Sacco Editore. Non smetto mai di rincorrere i miei sogni ed il più delle volte questi diventano i miei obiettivi che cerco in tutti i modo di raggiungere. Alla scrittura, da poco tempo ho affiancato il lavoro di organizzatrice di eventi di beneficenza ed assistenza alla comunicazione. Mi piace il contatto con il pubblico. A detta di chi collabora con me, sono una persona estremamente precisa, metodica e puntuale. Attenta affinchè il compito affidatomi possa venir portato a termine nel miglior modo possibile e nel tempo necessario. Amo il cinema, la televisione (quella di qualità) e tutto ciò che ha a che fare con lo spettacolo ed è questo ciò di cui mi occupo.