La popolazione di saiga tatarica si sta decimando. A lanciare l’allarme è la Wildlife Conservation Society (Wcs) che nel suo ultimo rapporto ha fatto sapere che negli ultimi due mesi sono morti circa 2500 esemplari di questa rarissima antilope in Mongolia Occidentale.

La saiga è originaria di alcune aree della Calmucchia (Russia), Mongolia Occidentale e Kazakistan. Si differenzia dai suoi simili a causa della struttura nasale tubolare, occhi sporgenti e per il loro peso inferiore che varia dai 36 ai 63 kg. I maschi hanno dimensioni maggiori rispetto alle femmina e presentano vistose corna sul capo.

È proprio questa caratteristica tipica degli esemplari di saiga di sesso maschile la causa dello sterminio di massa. Le corna di questo mammifero artiodattilo sono utilizzate nelle medicina tradizionale cinese e vendute a caro prezzo dai bracconieri.

Negli anni ’50 la saiga è stata inserita dalla IUCN nella lista rossa delle specie in pericolo. L’animale in Cina è del tutto estinto e negli ultimi vent’anni la popolazione globale di questa specie di antilope è passata da 1 milione di esemplari degli anni novanta ai circa 100000 odierni.

Come se non bastasse recentemente un virus letale noto come ‘’peste dei piccoli ruminanti’’ ha contribuito a peggiorare la situazione. L’epidemia causata dai batteri Clostridium e Pasteurella ha provocato uno sterminio di massa soprattutto di esemplari femmina e dei loro cuccioli.

Il virus potrebbe portare a gravi conseguenze per tutto l’ecosistema. Le antilopi saiga, infatti, sono il cibo prediletto dei rarissimi leopardi delle nevi e il contagio potrebbe diffondersi anche nelle mandrie di stambecchi e argali.

Il governo kazako ha assunto un team di scienziati provenienti da tutto il globo per comprendere le cause della moria di massa delle antilopi. Con molta probablità il virus sarebbe stato trasmesso da capre e pecore che vivono nelle stesse area della saiga, ma attualmente non ci sono conferme. I tempi stringono, urge una soluzione.

Vincenzo Nicoletti

CONDIVIDI
Articolo precedenteSale rosa dell’Himalaya, un prezioso antidolorifico
Articolo successivoNATO, a Napoli l’hub per il Mediterraneo del sud
Vincenzo Nicoletti nasce l’11 dicembre 1994 a Vallo della Lucania e si trasferisce con la famiglia a Brescia dove attualmente vive. Da sempre appassionato di lettura, viaggi, diritti umani e ambiente ha sviluppato una forte curiosità per il mondo che lo circonda nelle sue molteplici sfaccettature. Collabora con Libero Pensiero News come coordinatore della sezione Scienza.