La Comunità di Sant’Egidio è fondata sul principio che: “Nessuno è così povero da non poter aiutare un altro”. Più di 60.000 sono i volontari che fanno parte di questa grande famiglia che non conosce dimora, essendosi diffusa in tutto il mondo.

Conoscere i principi del Vangelo attraverso la preghiera e la sensibilizzazione dei valori cristiani è il modello di riferimento della Comunità di Sant’Egidio. Mettersi al servizio dei poveri, dei meno fortunati è il principio cardine del lavoro straordinario delle persone che ne fanno parte.

Dunque, dialogo, confronto e dedizione sono il giusto mix vincente che rende la Comunità di Sant’Egidio la più importante al mondo. Esiste dal 1968, riconosciuta in oltre 70 paesi del mondo. E’ un punto di riferimento per tantissime persone che hanno bisogno di un aiuto: bambini, adulti e anziani trovano in essa l’affetto e l’aiuto necessario per affrontare la loro difficile esistenza con un briciolo di serenità in più.

Sul territorio campano esistono diverse Comunità di Sant’Egidio. Abbiamo intervistato quella della “Scuola della pace”, sita in Scampia. A parlarci è stato il giovane universitario Gerardo Russo, che con la sua esperienza all’interno della Comunità ci ha illustrato gli aspetti salienti.

Gerardo, cosa rappresenta per te la Comunità di Sant’Egidio ed in particolare la “Scuola della Pace”?

“Per me la Comunità di Sant’Egidio è una grande famiglia composta da tantissimi membri di tutte le età, di tutte le culture. Ne fanno parte soprattutto ragazzi della mia età che, come me, svolgono tante attività all’interno della nostra città: dall’assistenza ai senza fissa dimora, portando loro da mangiare ogni sera, o all’assistenza che facciamo agli anziani delle case famiglie. In particolare, e questa è la mia esperienza, quella della “Scuola della Pace” con i bambini, i più piccoli soprattutto dei quartieri più difficili di Napoli. Io sono un membro della “Scuola della pace” del quartiere di Scampia. Il nostro sogno, attraverso l’amicizia con i bambini che ne fanno parte, è quello di indicare una strada migliore rispetto a quella che il quartiere, invece, gli spiana. Purtroppo, sappiamo che nel quartiere di Scampia, frequenti sono gli eventi di violenza e criminalità. Quello che noi sogniamo per questi bambini invece è di avere un futuro migliore. Un futuro migliore rispetto alla realtà in cui vivono.“

Chi sono i bambini della scuola della pace e quali attività svolgete?

“Alla scuola della pace svolgiamo parecchie attività. Oltre ad aiutarli a svolgere l’assegno scolastico, organizziamo attività con i bambini che ne fanno parte, ad esempio attività di carattere attuale, come l’integrazione dei bambini Rom con dei bambini del quartiere e viceversa. L’obiettivo è cercare di far nascere una società integrata, partendo proprio dai bambini affinchè non ci sia discriminazione e pregiudizio.“

Quanto è importante sul territorio la presenza di volontari come te che operano per il bene degli altri?

“La presenza delle associazioni di volontariato è fondamentale soprattutto in una città come Napoli, così grande e così piena di contraddizioni. La Comunità di Sant’Egidio è presente in quelle periferie più difficili come Scampia, San Giovanni Barra, Ponticelli ma non solo. Infatti, è presente anche in quelle “periferie esistenziali” dove urbanisticamente non si può parlare di periferie, ma di luoghi molto difficili come i quartieri Spagnoli, la Sanità o lo stesso centro storico. Questi si trovano nel cuore della bella Napoli, la Napoli dei turisti. Anche in tali quartieri i volontari svolgono un ruolo fondamentale e sono un punto di riferimento per moltissime famiglie in difficoltà.”

Qual è l’esperienza che più ti ha segnato durante il tuo percorso nella Comunità di Sant’Egidio?

“Io ringrazio molto la Comunità di Sant’Egidio per le esperienze vissute. Come non citare, ad esempio, le colonie estive con i bambini, l’accoglienza migranti durante la grave situazione d’emergenza di questa estate. Infatti, più volte, noi volontari, siamo stati presenti al porto di Napoli offrendo cibo e indumenti agli sbarcati. Ma se dovessi scegliere l’esperienza che più mi ha segnato emotivamente è quella in Africa. La ricorderò per tutta la vita, infatti quest’anno ci ritornerò. Sono stato in Mozambico per un mese, io insieme ad altri ragazzi volontari della Comunità di Sant’Egidio, facendo lì la Scuola della Pace. È stato molto bello perché lì abbiamo incontrato ragazzi della nostra età, giovani mozambicani che, nonostante abbiano una cultura diversa dalla nostra in un paese lontanissimo, condividono i nostri stessi ideali, i nostri stessi sogni: aiutare, nel nostro piccolo, i bambini, i più poveri, quelli emarginati dalla società. È importante che sul nostro territorio, attività come quelle svolte dalla Comunità di Sant’Egidio, operino all’insegna della pace, della solidarietà e dell’amore per il prossimo.

https://www.facebook.com/pages/Comunit%C3%A0-di-SantEgidio/103108583062979?fref=ts