Nel tardo pomeriggio, il 18 febbraio, i comitati ambientali che operano sul territorio si sono riuniti in assemblea per discutere di una tematica che persiste ancora nel nostro paese da anni: il biocidio.

Quattro sono stati i punti fondamentali dell’assemblea: la tutela del diritto alla salute, bloccare gli sversamenti e i roghi tossici, adottare un metodo di gestione dei rifiuti e riqualificare i territori.

I dati parlano chiaro. Il tasso di mortalità nella nostra regione è aumentato. Il 2017 è un anno che è partito nei peggiori dei modi. In un solo mese si sono verificati 20 casi di morte per tumore, le vittime per la maggiore erano bambini o adolescenti. L’ultimo caso risale a due giorni fa, l’ennesima vittima della terra dei fuochi aveva solo 16 anni. Quante altre vittime ci saranno? Quando le istituzioni decideranno di dare una svolta?

La gravità della situazione si ripone proprio nella mancata collaborazione delle istituzioni. Quest’ultima non vede nessun nesso tra il disastro ambientale e i casi di tumore. Le malattie oncologiche, secondo i Ministri della Salute e lo stesso Vincenzo De Luca, sono dovute da stili di vita sbagliati. Dimenticando un piccolo dettaglio ovvero che gli sversamenti e i roghi di rifiuti tossici avvengono di continuo.

Per questo nasce il Progetto Veritas, un piano che cerca di smentire le false insinuazioni delle istituzioni. È un progetto che racchiude in sé la parte scientifica con quella politica e sociale. Attraverso analisi e test, la Rete di Cittadinanza e Comunità, promotrice del progetto, si avvale di esperti che esaminano i casi e i territori. Le prime ricerche sostengono appunto che il collegamento tra disastro ambientale e malattie tumorali esiste ed è anche ben evidente.

I comitati ambientali in questi anni possono essere soddisfatti delle piccole lotte vinte. Come nel caso della discarica di Chiaiano che a metà del 2018 verrà chiusa definitivamente. La discarica, simbolo dell’emergenza rifiuti in Campania, dovrà essere sottoposta fin da ora ad interventi di capping. Gli stessi risultati positivi non si sono riscontrati ad Acerra. Gli attivisti si battono contro il funzionamento dell’inceneritore che crea ingenti danni all’ambiente. La Regione ha alimentato la situazione con l’attivazione di un piano che prevede l’importazione di altri rifiuti da incenerire.

I comitati, dunque, sono uniti più che mai per fermare questa realtà che ci affligge su ogni fronte. Ancora più forte sarà la loro voce e ancora più forte darà la determinazione e la perseveranza a contrastare le politiche che guardano esclusivamente al profitto.

Maria Baldares 

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Frequento il secondo anno in Scienze della Comunicazione e sogno di diventare una giornalista a tutti gli effetti. Sono sempre stata decisa a voler intraprendere questo tipo di carriera e ciò che ha contribuito a far coltivare questa passione è stato il quartiere in cui sono nata e crescita. Vivo a Secondigliano, inutile dirvi le difficoltà e i problemi che purtroppo esistono e persistono ma allo stesso tempo ci sono tante persone che fanno di tutto per cambiare le cose, io sono una tra queste. Spesso si guarda solo il negativo delle cose tralasciando l'altra parte della medaglia, quella positiva.

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