Si è tenuta l’inaugurazione dell’anno accademico 2016/2017 presso l’accademia della Moda di Napoli.

La cerimonia è stata tenuta alla presenza della Ministra della Pubblica Istruzione Valeria Fedeli.

“L’Accademia – ha detto il ministro – sta rilanciando una grande tradizione di Napoli e dell’Italia. Qui, nel 1351, nasceva nella chiesa di Sant’Eligio, nel quartiere Mercato, la Confraternita dei Sartori. Ed il “Trattato sulle tecniche sartoriali” realizzato dalla famiglia di sarti napoletani Caggiulo nel 1887 fu acquistato dal Ministero della Pubblica Istruzione e distribuito nelle scuole del Regno

Ministra
Ministra Fedeli

In quest’occasione i ragazzi dell’UDU di Napoli hanno ritenuto opportuno scrivere e consegnare una lettera alla Ministra, con l’intento di sottoporle le varie problematiche che affliggono i giovani Italiani e soprattutto meridionali.

Una di queste è la svalutazione della carriera universitaria che “sempre di più viene messa da parte per accedere direttamente al mondo del lavoro, mentre però la disoccupazione nel nostro paese è ormai a livelli altissimi.

Contemporaneamente molti giovani sono tagliati fuori dalla vita universitaria, questo a causa di vari fattori, come l’aumento dei numeri chiusi o programmati ma anche la mancanza di un supporto economico per chi decide di continuare gli studi anziché accedere al mondo del lavoro“.

I ragazzi dell’UDU lamentano una mancata erogazione delle borse di studio in quanto, come riportano i dati relativi agli anni 2013/14 e 2014/15, questa si è attestata circa al 50% degli aventi diritto. A tutto ciò si accompagna un aumento della tassazione universitaria e il licenziamento, tra il 2011 e il 2015, di circa 700 ricercatori, a sanno delle università del Mezzogiorno.

“Per noi studenti della Campania, la regione italiana con la più bassa età media della popolazione, tutto questo è più evidente che altrove; l’università deve tornare a essere centrale nel contesto di questo territorio, e non si può permettere che si riduca ad un luogo di riproduzione delle élites”.

Andrea Chiara Petrone