L’annuale rapporto di Legambiente fotografa ancora una volta una scena a tinte molto scure: i trasporti italiani e in particolare la rete ferroviaria sono in condizioni sempre peggiori, soprattutto al Sud Italia, al punto di poter parlare di una vera e propria emergenza Mezzogiorno.

Di male in peggio: lo stato dei trasporti italiani, complice la crisi economica e sociale che sta vivendo il Paese, continua a lasciare poco spazio all’ottimismo, soprattutto nelle regioni meridionali. È quello che viene evidenziato dal tradizionale rapporto Pendolaria, realizzato da Legambiente per analizzare, fin nei minimi dettagli, i numeri e le storie di milioni di persone che quotidianamente si servono in modo particolare dei treni.

Le speranze per i pendolari

Per fortuna non tutto è nero, sul fronte dei treni: innanzitutto, Trenitalia ha ordinato 450 nuovi treni da destinare ai servizi locali, a riprova di un’attenzione maggiore nei confronti del servizio ferroviario regionale con l’obiettivo di raddoppiare entro il 2030 il numero di persone movimentate, per farle passare da 5,5 a 10 milioni. E poi, in generale, il funzionamento dell’alta velocità riserva importanti strumenti soprattutto nello spostamento tra grandi città: un ulteriore vantaggio è offerto dai servizi di Sfrecciando che consente di semplificare l’esperienza di viaggio per tutti i pendolari nelle principali tratte, come Napoli-Roma.

Situazione disastrosa

Lo studio dell’associazione consente anche di quantificare i pendolari in Italia: ogni giorno, il treno è usato da quasi 5,5 milioni di persone per spostarsi per ragioni di studio o di lavoro. Di questi, sono 2 milioni e 832 mila quelli che usufruiscono del servizio ferroviario regionale (convogli di Trenitalia e altri 20 concessionari) e 2milioni e 655mila quelli che prendono le metropolitane presenti a Milano, Roma, Napoli, Torino, Genova, Brescia e Catania.

I treni in Sicilia

In particolare la denuncia di Legambiente segnala la continua crescita le diseguaglianze tra le Regioni rispetto alle condizioni del servizio offerto con la situazione peggiore che si ritrova in Sicilia, dove i disservizi e i disagi della rete ferroviaria si riservano innanzitutto sui cittadini, ma anche sui turisti che visitano la splendida isola. Solo per citare dei numeri ogni giorno le corse dei treni regionali in tutta la Sicilia sono 429 contro le 2.300 della Lombardia e la situazione sta peggiorando. Ad esempio, sui 180 km della linea che collega Messina a Siracusa, passando per Catania, la velocità media è di 64 km/h e negli ultimi 15 anni i treni si sono ridotti del 41%.

Convogli lenti al Sud

Più in generale i treni regionali del Sud sono più vecchi e più lenti, ma soprattutto in numero più basso rispetto a quelli del Nord: ogni giorno in tutto il Meridione circolano meno treni regionali che nella sola Lombardia con una contrazione continua sin dal 2010 (arrivata al 21,9% rispetto a 7 anni fa) con tagli che vanno sommati a quelli degli Intercity. Inoltre, i convogli sono più lenti e la loro età media è nettamente più alta: 20,3 anni rispetto ai 14,7 del Nord e ai 17,2 della media nazionale.

La classifica delle tratte peggiori

Nella tradizionale classifica delle dieci linee pendolari peggiori il podio è occupato “ovviamente” da due linee meridionali ovvero la Reggio Calabria-Taranto (a binario unico e in gran parte senza elettrificazione) e la Circumvesuviana, la storica ferrovia del napoletano che è costantemente oggetto di cronaca sia per i disservizi che per le aggressioni al personale di bordo che conquistano rispettivamente il terzo e il secondo posto. 

Viaggiare male

La maglia nera del settore va però al servizio Roma-Lido che movimenta 100 persone al giorno in modo inadeguato con continui guasti e problemi tecnici, ritardi periodici e sovraffollamento dei vagoni. Le posizioni fuori dal podio sono occupate dalla citata tratta Messina-Catania-Siracusa, per poi salire al Nord con la Cremona-Brescia (sui 51 km di ritardi e soppressioni), tornare al Centro con la Pescara-Roma (con pochissimi treni a fronte di un’offerta di pullman ricca e veloce) e continuare, velocemente, con “Casale Monferrato-Vercelli e Casale Monferrato-Mortara” (territori isolati), “Bari-Martina Franca-Taranto“, ”Treviso-Portogruaro” (linea a binario unico di 52 chilometri) e infine la Genova-Acqui Terme.

Anna Capuano

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