Chiaiano, Napoli – Dopo otto lunghissimi anni chiude definitivamente la discarica di Cava del Poligono.

La decisione arriva dalla Regione che ha dato il via libera alla tombatura della discarica che si prevede conclusa entro il 2018.

A renderlo subito noto è stato il direttore del sito Claudio Persico, che ha così dichiarato all’Agenzia di Stampa DIRE.IT:

Abbiamo ricevuto il parere di conformità per la procedura di capping. C’è stata una presa d’atto da parte della Regione che ha considerato conforme alla normativa l’utilizzo della geomembrana anziché dell’argilla per l’impermeabilizzazione di Cava del Poligono. Dopo l’individuazione della direzione lavori si procederà entro 60 giorni all’avvio delle operazioni di tombatura.

Nata nel 2007 per colmare l’emergenza rifiuti che colpì il territorio campano, Cava del Poligono verrà dunque chiusa, secondo i calcoli della tempistica dei lavori, a metà dell’anno prossimo.

Riportiamo direttamente dal sito dell’Atlante Italiano dei Conflitti Ambientali i danni che la Cava ha recato all’ambiente, alla salute dei cittadini e all’economia del territorio:

Impatti ambientali – Visible: insicurezza alimentare/danni alle produzioni agricole, degradazione paesaggistica, contaminazione dei suoli, fuoriuscite di contaminanti, contaminazione delle acque di superficie e peggioramento della qualità dell’acqua;
– Potential: inquinamento atmosferico, perdita di biodiversità, contaminazione genetica, erosione, deforestazione/perdita di aree verdi o vegetazione, contaminazione delle falde acquifere /riduzione dei bacini idrici, impatti sul sistema idrogeologico;
Impatti sulla salute – Visible: esposizione a fattori di rischio incerti o non conosciuti (radiazioni, etc.);
– Potential: problemi mentali (compresi stress, depressione e suicidi), malattie infettive, morti, malattie legate alla contaminazione ambientale;
Impatti socio economici – Visible: aumento della corruzione/cooptazione dei diversi attori coinvolti, perdita dei mezzi di sussistenza, militarizzazione e aumento presenza/controllo militare e forze dell’ordine, impatti sulle donne, Espropri di terreni;
– Potential: perdita di tradizioni / saperi / pratiche / identità culturale, deterioramento del paesaggio;

Un traguardo importante, questo, per la cittadinanza di Chiaiano e dei vari comitati locali (Presidio permanente contro la discarica di Chiaiano e Marano – Donne Vulcaniche – Centro Sociale Insurgencia – Assise della città di Napoli e del Mezzogiorno d’Italia – Rete Campana Salute e Ambiente – Comitato Allarme Rifiuti Tossici – Comitato NO Discariche dei Comuni a Nord di Napoli) che da anni si battono per la chiusura del sito. Anni di manifestazioni, occupazioni, petizioni e presidii per dire stop al biocidio.

La vittoria è arrivata, ma i comitati continuano la loro lotta al biocidio e alla risoluzione di un piano rifiuti contro una politica regionale che prevede la costruzione di nuove discariche e inceneritori.

Rosaria Ferrara

 

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