Iniziati la mattina del 17 febbraio, proseguono i lavori per il gigantesco murales di Jorit Agoch che colorerà le pareti di Via Taverna del Ferro, nella periferia di Napoli Est, presso il cosiddetto Bronx di San Giovanni a Teduccio.

L’iniziativa privata di Jorit, giovane Street artist napoletano di madre olandese, autore di numerose opere d’arte urbana che colorano il centro e la periferia di Napoli, è stata promossa e sostenuta da INWARD.

San Giovanni Jorit INWARD
-“Gennaro”, di Jorit Agoch a Forcella

-Cos’è INWARD? “Si tratta di un Osservatorio che svolge ricerca e sviluppo nell’ambito della creatività urbana. Da anni il suo staff si occupa di graffiti writing, street art e muralismo, operando con uno specifico modello di valorizzazione nei settori pubblico, privato, no profit e internazionale. Nel corso dell’ultimo hanno realizzato numerosi big wall a Napoli Est, nel Parco dei Murales di Ponticelli, e nel centro antico della città, con l’opera ”Gennaro” eseguita da Jorit Agoch alle porte di Forcella, e ”Giancarlo” in via Vincenzo Romaniello per mano degli Orticanoodles. L’obiettivo che anima l’attività di INWARD è quello di sostenere la creatività urbana in tutte le sue forme, ripensando gli spazi urbani con la collaborazione di artisti accuratamente selezionati” dichiara lo staff di INWARD, diretto da Salvatore Velotti.

Negli ultimi anni la Street-art conquista terreno, guadagnando grandi successi. INWARD sceglie di farsi sostenitrice di quelle forme di arte urbana strettamente connesse nella rete sociale, immerse nel contesto culturale nel quale prendono vita.

“Basti pensare al Parco Merola di Ponticelli ormai noto come Parco dei Murales. Le opere qui realizzate (attualmente quattro) sono un punto apicale di un programma articolato frutto dell’ascolto territoriale e della collaborazione con partner esperti. Le attività di INWARD si fondano sull’idea fortemente radicata di un effettivo connubio tra riqualificazione urbana e rigenerazione sociale, operazioni di partecipazione e di scambio che non hanno la presunzione di sopprimere i problemi delle periferie, ma di colmare alcune mancanze per aiutare gli abitanti, soprattutto i giovanissimi, ad apprezzare maggiormente il proprio quartiere e a lavorare sulla propria identità partendo dagli infiniti stimoli della creatività urbana.”

“Venuto a conoscenza dell’iniziativa di Jorit, INWARD ha immediatamente scelto di contribuire alla realizzazione della sua opera. Infatti, sebbene si tratti di un’opera isolata, non facente parte di un progetto articolato, si spera che essa sia il primo passo che avvii un programma sociale più esteso, proprio com’è avvenuto nel Parco Merola. Le difficoltà degli edifici di Via Taverna del Ferro sono note a tutti, e qui la raffigurazione del più grande calciatore della storia di Napoli e del calcio non è certo casuale o immotivata.”

“Sicuramente la figura di Maradona presenta sempre una lettura duplice, tra genio e follia, disciplina e furbizia, creatività e inganno ma è proprio lì che risiede ciò che ha fatto grande il suo nome: la sua umanità, la sua personalità forte e contraddittoria che lo rende oggetto di ammirazione a Napoli e di critiche altrove”.

“Errare è umano ma anche ammettere i propri errori lo è, e Maradona lo ha fatto più volte e continua a farlo. Napoli est è geograficamente opposta alla Napoli occidentale: la prima accoglierà quindi l’uomo Diego mentre l’altra ospita lo stadio San Paolo, dove resta indelebile il Maradona giocatore. Così come ognuno degli abitanti ha scorto un volto familiare nella bambina rom di Ponticelli o nel santo operaio di Forcella, così ci auguriamo possa accadere col calciatore di talento di San Giovanni a Teduccio, dove ogni bambino e ogni adulto possano riconoscersi in un futuro di successi, cadute, errori, vittorie”.

Sonia Zeno

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Sonia Zeno, nata il 19/08/93 a Napoli e residente in Ercolano. Laureanda in Lettere moderne, aspira a diventare una docente di letteratura italiana e scrittrice, amante della poesia e convinta che essa sia capace di donare occhi nuovi con cui guardare il mondo circostante, scoprendo in ciascuno di noi una speciale e singolare sensibilità.

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